Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha espresso preoccupazione riguardo alla riforma della separazione delle carriere durante un intervento in collegamento con l’assemblea nazionale di Noi Moderati, tenutasi a Roma il 5 marzo 2025. Nordio ha esortato la magistratura a non attribuire un significato politico al referendum, sottolineando che non si tratta di un aut aut nei confronti del governo, come avvenne in passato con l’esecutivo guidato da Matteo Renzi.
Intervento di Nordio sulla riforma della giustizia
Nel suo intervento, Nordio ha evidenziato che la riforma della giustizia prevede un’elevazione della figura del Pubblico Ministero al pari di quella del giudice. Ha definito le critiche mosse contro il governo come “trucchi verbali” e “trappole enfatiche” prive di fondamento, sottolineando che tali affermazioni provengono anche da alcuni magistrati.
Prospettive future e tensioni
Riguardo ai prossimi mesi, il ministro ha anticipato che si preannunciano periodi di grande tensione, richiedendo coraggio e razionalità per affrontare le sfide future. Ha criticato chi sostiene che l’esecutivo stia cercando di sovvertire la Costituzione, etichettando tali affermazioni come infondate.
Scandalo Palamara e proposte di riforma
Nordio ha affrontato anche il tema dello scandalo Palamara, dichiarando che la fiducia nel Consiglio Superiore della Magistratura (Csm) non potrà essere ripristinata finché non verranno rese pubbliche tutte le chat di Palamara con i magistrati coinvolti in richieste di favori. Ha proposto il sorteggio come unica soluzione per interrompere il legame correntizio tra elettori e eletti, che ha alimentato lo scandalo.
Riforma dell’Alta Corte disciplinare
In merito all’Alta Corte disciplinare, il ministro ha affermato che si tratta di una “grande rivoluzione” che provoca irritazione nell’Associazione Nazionale Magistrati, poiché riduce il loro potere e la giurisdizione domestica. Nordio ha espresso la convinzione che la magistratura, alla lunga, si sentirà più libera grazie a questa riforma costituzionale, poiché non sarà più influenzata dalle correnti.
Opportunità e talenti esclusi
Infine, il Guardasigilli ha messo in evidenza che, sebbene le attuali cariche apicali siano occupate da persone adeguate, esistono altrettante figure capaci che non hanno avuto accesso a tali posizioni a causa della mancanza di “protezioni correntizie“. Ha concluso la sua dichiarazione ribadendo che la situazione attuale ha escluso talenti meritevoli, privandoli di opportunità a causa dell’assenza di un “padrino” nelle correnti.
