Trump annuncia la chiusura totale dello spazio aereo sul Venezuela

Rosita Ponti

Novembre 30, 2025

Mentre nel 2025 l’amministrazione di Joe Biden intensifica le sue azioni contro i cartelli della droga, un importante dispiegamento militare statunitense si è concretizzato nei Caraibi. L’invio della più grande portaerei del mondo ha attirato l’attenzione globale, con il presidente degli Stati Uniti che ha dichiarato lo spazio aereo sopra e vicino al Venezuela come “completamente chiuso”. Questo annuncio, fatto tramite il suo social network Truth, è rivolto a compagnie aeree, piloti e narcotrafficanti, evidenziando la crescente tensione tra Washington e Caracas.

La reazione del governo venezuelano

Il governo di Caracas ha risposto con una ferma condanna all’azione del presidente Biden, definendola un “atto ostile”. Il ministro degli Esteri venezuelano, Yvan Gil, ha dichiarato che le affermazioni del presidente statunitense rappresentano un tentativo di violare la sovranità del Venezuela e una chiara aggressione contro il Paese. Secondo la dichiarazione ufficiale, tali affermazioni violano i principi fondamentali del diritto internazionale e rientrano in una politica di aggressione continua nei confronti della nazione. Il governo di Nicolás Maduro ha sottolineato che il Venezuela esige il rispetto del suo spazio aereo, protetto dalle normative dell’Organizzazione Internazionale per l’Aviazione Civile (ICAO).

Inoltre, la dichiarazione ribadisce che Caracas non accetterà ordini o minacce da potenze straniere e che nessuna autorità al di fuori delle istituzioni venezuelane ha il diritto di interferire nel suo spazio aereo. Questa posizione di difesa della sovranità nazionale è stata comunicata in modo chiaro e deciso, evidenziando la determinazione del governo venezuelano di resistere a qualsiasi forma di ingerenza esterna.

Le manovre militari statunitensi e le conseguenze

Negli ultimi mesi, gli Stati Uniti hanno intensificato il loro dispiegamento militare nei Caraibi, con jet e soldati che ora possono utilizzare la base militare di San Isidro. Secondo il New York Times, l’amministrazione Biden ha lanciato attacchi contro oltre venti navi venezuelane sospettate di traffico di droga nel Mar dei Caraibi e nell’Oceano Pacifico orientale, causando la morte di almeno 83 persone. Tuttavia, Washington non ha fornito prove concrete che dimostrino che queste navi fossero coinvolte nel contrabbando di droga o rappresentassero una minaccia per gli Stati Uniti.

Gli esperti hanno criticato queste azioni, definendole esecuzioni extragiudiziali, anche se mirate a trafficanti noti. Recentemente, è stata registrata un’attività costante di jet da combattimento statunitensi a pochi chilometri dalla costa venezuelana, aumentando le preoccupazioni per la sicurezza nella regione. Anche la Repubblica Dominicana ha concesso agli Stati Uniti l’accesso alle sue strutture aeroportuali per supportare il dispiegamento militare, mentre Trinidad e Tobago ha ospitato esercitazioni dei Marines statunitensi.

Le crescenti tensioni hanno avuto ripercussioni significative sui viaggi aerei verso e dal Venezuela. Le autorità aeronautiche statunitensi hanno avvertito gli aerei civili di esercitare cautela a causa del deterioramento della situazione di sicurezza, spingendo diverse compagnie aeree a sospendere i voli verso il Venezuela. Questa decisione ha suscitato l’indignazione di Caracas, che ha reagito vietando l’accesso a diverse compagnie aeree, accusandole di aderire alle azioni di “terrorismo” promosse dal governo degli Stati Uniti.

Le esercitazioni militari di Maduro e le comunicazioni con Trump

Il presidente Maduro, la cui rielezione nel 2024 è stata contestata dall’opposizione, ha risposto con una serie di esercitazioni militari e raduni di massa per dimostrare la forza e il sostegno popolare. Secondo fonti, la scorsa settimana si sarebbe svolta una telefonata tra Biden e Maduro, durante la quale i due leader avrebbero discusso di un possibile incontro negli Stati Uniti. Questa notizia è emersa dopo che Biden aveva dichiarato che gli sforzi per fermare il traffico di droga venezuelano via terra sarebbero stati imminenti, aumentando ulteriormente le tensioni tra i due Paesi.

In questo contesto di alta tensione, il Venezuela continua a ribadire la sua posizione di difesa della sovranità nazionale, mentre gli Stati Uniti intensificano le loro operazioni militari e diplomatiche nella regione. La situazione rimane incerta e le conseguenze delle azioni intraprese da entrambe le parti potrebbero avere un impatto significativo sulla stabilità regionale e sulle relazioni internazionali.

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