Un accordo riservato per acquisire Generali: il Mef smentisce ingerenze

Rosita Ponti

Novembre 30, 2025

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) è al centro di un’inchiesta che coinvolge la scalata di Monte dei Paschi di Siena (MPS) nei confronti di Mediobanca. Questo è quanto si evince dal decreto di perquisizione e sequestro eseguito il 2 ottobre 2025 dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza. L’indagine, coordinata dai Pubblici Ministeri di Milano Giovanni Polizzi e Luca Gaglio, insieme al Procuratore Aggiunto Roberto Pellicano, ha sollevato interrogativi sulle azioni del MEF in relazione a presunti illeciti.

Le accuse e gli indagati

L’inchiesta, nota come “Risiko Bancario”, si concentra su accuse di aggiotaggio e ostacolo alle autorità di vigilanza, in particolare nei confronti di CONSOB, BCE e IVASS. Tra i principali indagati figurano l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, il Presidente di Luxottica e Delfin Francesco Milleri, e l’Amministratore Delegato di MPS Luigi Lovaglio. Le autorità accusano i soggetti coinvolti di aver “occultato al mercato” un presunto “concerto” per non comunicare le informazioni necessarie agli enti di controllo. Sono coinvolti anche il Gruppo Caltagirone e Delfin, la holding di Luxottica, per responsabilità amministrativa.

La procedura di cessione azionaria

Al centro dell’indagine vi è la procedura di ABB (Accelerated Book Building) avvenuta nel novembre 2024, durante la quale il MEF ha ceduto rapidamente il 15% delle azioni di MPS. Questo pacchetto è stato acquisito da Delfin, dal Gruppo Caltagirone, da Banco BPM e da Anima. Secondo le accuse, supportate da intercettazioni, l’operazione avrebbe avuto un secondo fine: ottenere il controllo di Generali, uno dei leader globali nel settore assicurativo.

I Pubblici Ministeri mettono in discussione la decisione di designare Banca Akros come unico bookrunner per questa operazione, sottolineando che la banca aveva solo una limitata esperienza nel settore. In passato, il MEF aveva coinvolto un pool di banche internazionali per operazioni simili. Le indagini rivelano che Banca Akros è stata supportata dal Tesoro nonostante non avesse i requisiti necessari, e l’operazione sarebbe avvenuta in violazione delle normative riguardanti la dismissione della partecipazione del MEF in MPS e delle regole di trasparenza.

Le testimonianze e le comunicazioni

Le indagini hanno messo in luce che l’operazione non ha rispettato i criteri di competitività, impedendo ad altri potenziali offerenti, come UniCredit, di conoscere i dettagli della cessione. L’Amministratore Delegato di UniCredit, Andrea Orcel, ha dichiarato di aver contattato Banca Akros, ma di aver ricevuto la risposta che l’operazione era già conclusa. Inoltre, il MEF aveva già contattato il Gruppo Caltagirone, Delfin, Anima e BPM nell’ottobre 2024, prima della cessione avvenuta un mese dopo, nonostante il Direttore Generale del Tesoro, Francesco Soro, avesse negato tali comunicazioni.

Le intercettazioni e le pressioni politiche

In questo contesto, emergono intercettazioni tra gli indagati che rivelano ulteriori dettagli. Lovaglio avrebbe comunicato a Caltagirone che “Generali è strategica fin dall’inizio“. Inoltre, ha menzionato l’intervento del Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, riguardo al voto contrario del fondo BlackRock all’offerta pubblica di acquisto (OPA) di MPS su Mediobanca. Secondo le affermazioni, il Ministro avrebbe contattato direttamente il CEO di BlackRock dopo aver ricevuto segnalazioni sul voto.

I Pubblici Ministeri sostengono che il MEF abbia imposto le dimissioni di tre consiglieri indipendenti, permettendo a Caltagirone e Delfin di influenzare le decisioni della banca senese. Inoltre, il Ministero avrebbe disapprovato la proposta di Mediobanca di scambiare la propria quota in Generali con azioni di Banca Generali, considerata una reazione all’offerta ostile di BMPS.

×