UNICEF: nel 2023, 75 mila bambini deceduti per AIDS, circa 200 al giorno

Veronica Robinson

Novembre 30, 2025

In occasione della Giornata mondiale contro l’AIDS, che si celebra il 1° dicembre, l’UNICEF ha collaborato con UNAIDS per presentare un nuovo e preoccupante report intitolato “Their Future is on the Line: Cost of inaction on HIV for children”. Secondo le stime più recenti del 2024, circa 120.000 bambini di età compresa tra 0 e 14 anni hanno contratto l’HIV, mentre 75.000 bambini sono deceduti a causa di patologie legate all’AIDS, con una media di 200 decessi al giorno.

La situazione degli adolescenti e dei giovani in Africa

Nella fascia di età tra i 15 e i 19 anni, si stima che 150.000 giovani abbiano contratto l’HIV, di cui il 66% sono ragazze. In particolare, nell’Africa subsahariana, l’85% dei nuovi contagi in questa fascia d’età riguarda ragazze, evidenziando una disparità di genere preoccupante. Solo il 55% dei bambini affetti da HIV ha avuto accesso a terapie antiretrovirali, rispetto al 78% degli adulti, lasciando così senza trattamenti circa 620.000 bambini.

L’UNICEF sottolinea che i minori e gli adolescenti conviventi con l’HIV continuano a subire esclusioni significative dall’accesso a diagnosi tempestive, cure salvavita e assistenza sanitaria. La diminuzione dei finanziamenti rappresenta una minaccia concreta per la loro salute, con il rischio di compromettere decenni di progressi nella lotta contro l’HIV.

Prospettive future e rischi di inazione

Il report congiunto di UNICEF e UNAIDS mette in evidenza che, se la copertura dei programmi di assistenza dovesse ridursi ulteriormente, entro il 2040 si potrebbero registrare 1,1 milioni di nuovi contagi e 820.000 decessi tra i bambini, portando il totale a tre milioni di contagi e 1,8 milioni di morti per AIDS. Anche mantenendo gli attuali livelli di intervento, si prevede che si registreranno 1,9 milioni di nuovi casi e 990.000 decessi correlati all’AIDS tra i bambini entro il 2040, a causa della lentezza dei progressi.

Anurita Bains, Vice direttrice dell’UNICEF per l’HIV e l’AIDS, ha dichiarato che sebbene il mondo stesse facendo progressi nella risposta all’HIV, si sono verificate lacune significative prima dei tagli ai finanziamenti globali. Ha avvertito che senza un intervento mirato, la lotta contro l’AIDS tra i bambini è in grave pericolo, sottolineando l’importanza di investire oggi per non compromettere i progressi ottenuti.

Statistiche globali e progressi realizzati

Le previsioni allarmanti sono confermate dai dati globali del 2024, che mostrano come l’Africa subsahariana continui a sostenere il peso maggiore dell’epidemia, con l’88% dei bambini che vivono con l’HIV, l’83% dei nuovi casi e l’84% dei decessi infantili legati all’AIDS.

Nell’Africa orientale e meridionale, la diagnosi precoce tra i neonati ha raggiunto il 74%, e il trattamento ha coperto il 93% delle donne in gravidanza affette da HIV, mentre in Africa occidentale e centrale i tassi sono significativamente più bassi, rispettivamente 31% e 56%. Tuttavia, i dati mostrano che tra il 2000 e il 2024, i programmi per l’HIV hanno prevenuto circa 4,4 milioni di contagi e 2,1 milioni di decessi tra i bambini.

Alla fine del 2024, 21 paesi e territori sono stati certificati per aver eliminato la trasmissione verticale dell’HIV e/o della sifilide, con le Maldive che hanno fatto da apripista, seguite da Botswana e Namibia, certificati come paesi sulla via dell’eliminazione, nonostante l’elevato carico di HIV.

L’UNICEF esorta i governi e i partner a garantire priorità e protezione ai servizi relativi all’HIV per madri, bambini e adolescenti, integrando l’assistenza per l’HIV nei sistemi sanitari più ampi e assicurando un sostegno finanziario sostenibile e innovativo.

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