Unirai, Palese: “Successo dello sciopero dei giornalisti della Rai”

Veronica Robinson

Novembre 30, 2025

Il 28 novembre 2025, i giornalisti della RAI hanno indetto uno sciopero che ha avuto un forte impatto su tutta la programmazione dell’emittente. Oltre ai telegiornali, la maggior parte dei programmi di approfondimento, tra cui Agorà e Restart, ha subito una sospensione significativa. La mobilitazione ha visto una partecipazione massiccia, dimostrando che quando i giornalisti si uniscono, il loro messaggio è chiaro e visibile a tutti.

Francesco Palese, segretario di Unirai – Figec Cisal, ha commentato l’evento esprimendo un pensiero particolare per i colleghi precari che, pur non avendo un contratto, hanno voluto manifestare il loro sostegno alla causa. La protesta è stata indetta per il mancato rinnovo del contratto nazionale, che è fermo da dieci anni, evidenziando una situazione di stallo che richiede attenzione e azione.

Le difficoltà nel dialogo sindacale

Palese ha anche sottolineato la difficoltà di instaurare un dialogo costruttivo con le rappresentanze sindacali di Fnsi e Usigrai. In alcune situazioni, i rappresentanti hanno tentato di escludere Unirai dalle assemblee di redazione, mentre in altri casi, come al Tg1, hanno scelto di non partecipare. Questo comportamento, secondo Palese, è indicativo di una mancanza di maturità all’interno del panorama sindacale, nonostante la richiesta di unità espressa dai colleghi attraverso la massiccia adesione allo sciopero.

Il segretario ha ribadito che il pluralismo sindacale non solo è un diritto, ma rappresenta anche un’opportunità di crescita per tutti i membri della categoria. La partecipazione attiva e la collaborazione tra diverse rappresentanze sindacali potrebbero portare a una maggiore forza e visibilità delle istanze dei giornalisti.

Un messaggio chiaro e una risposta inaspettata

Infine, Palese ha voluto esprimere un ringraziamento ironico a coloro che hanno tentato di silenziare i giornalisti dalla programmazione, come se fosse sufficiente premere un pulsante per farli scomparire. Questa manovra, definita goffa, ha avuto l’effetto opposto, rafforzando ulteriormente la determinazione dei giornalisti a continuare la loro lotta per i diritti e per un’informazione libera e pluralista. La mobilitazione ha dimostrato che le azioni intraprese possono generare una reazione più forte e coesa, spingendo la categoria verso un futuro di maggiore unità e riconoscimento.

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