Un attacco violento ha colpito un gruppo di cooperanti impegnati in attività umanitarie vicino a Gerico, in Cisgiordania, il 15 gennaio 2025. Tra le vittime ci sono tre cittadini italiani e una canadese, tutti attivi nel supporto alla comunità locale, che da tempo vive sotto la minaccia di violenze. Questi cooperanti si occupano di accompagnare i bambini a scuola e assistere gli agricoltori nei loro campi, fungendo da scorta civile in un contesto di crescente tensione.
Racconto dell’aggressione
Un’inviata di Rainews24 ha riportato il racconto agghiacciante della notte dell’aggressione: “Sono entrati mascherati, armati di fucili e bastoni. Ci hanno picchiati in modo brutale, colpendo ogni parte del corpo, comprese le zone più vulnerabili. Dopo averci malmenati, ci hanno derubati. Erano a conoscenza della nostra nazionalità e sono venuti per noi”. Queste parole evidenziano la gravità della situazione vissuta dai cooperanti, costretti a operare in un ambiente sempre più ostile.
Aumento della violenza in Cisgiordania
Dal 7 ottobre 2023, data che ha segnato un aumento degli attacchi contro i civili, la violenza in Cisgiordania è aumentata esponenzialmente. L’esercito israeliano, in molte occasioni, non solo non è intervenuto per proteggere le vittime, ma ha spesso mostrato segni di complicità con gli aggressori. Secondo le stime, più di mille palestinesi sono stati uccisi da coloni e soldati israeliani dall’inizio di questa escalation di violenza, lasciando la comunità locale in uno stato di paura e incertezza.
Situazione critica in Cisgiordania
La situazione in Cisgiordania continua a essere critica, con le organizzazioni umanitarie che fanno fatica a operare in sicurezza. La comunità internazionale osserva con preoccupazione l’evolversi degli eventi, mentre i cooperanti continuano a rischiare la propria vita per fornire assistenza in un contesto di crescente instabilità.
