Il 2025 segna un momento significativo per la Direzione Regionale della Sicilia, che ha deciso di intitolare la sua sala convegni al Giudice Rosario Livatino, una figura emblematicamente legata alla lotta contro la mafia. L’iniziativa è stata accolta con entusiasmo dal Sottosegretario all’Economia e alle Finanze, Sandra Savino, che ha sottolineato l’importanza di questo gesto, evidenziando il valore istituzionale e civile che esso rappresenta.
Un gesto simbolico di riconoscimento
Sandra Savino ha espresso il suo apprezzamento per l’intitolazione, affermando che il riconoscimento del Giudice Livatino è un modo per onorare la memoria di un servitore dello Stato che ha dedicato la sua vita alla giustizia e al dovere. Savino ha ricordato che nel 1977 Livatino iniziò la sua carriera all’interno dell’amministrazione finanziaria, ricoprendo il ruolo di vicedirettore dell’Ufficio del Registro di Agrigento. La sua professionalità e il suo impegno lo hanno reso un esempio da seguire, soprattutto in un contesto difficile come quello della lotta alla mafia.
Il sacrificio di Livatino, ucciso in un attentato mafioso il 21 settembre 1990, continua a rappresentare un faro di eticità per tutti coloro che servono lo Stato. Savino ha dichiarato che intitolare una sala a lui dedicata significa riaffermare i valori di rigore, integrità e coerenza, che Livatino ha incarnato durante la sua vita. Questi principi non solo devono essere mantenuti vivi, ma devono anche essere trasmessi alle nuove generazioni di funzionari pubblici, affinché possano ispirarsi a un esempio che appartiene a tutta la nazione.
Un invito alla responsabilità collettiva
La Sottosegretaria ha concluso il suo intervento ringraziando la Direzione Regionale della Sicilia e l’Agenzia delle Entrate per aver promosso questa iniziativa significativa. Savino ha sottolineato che custodire la memoria di Livatino è un patrimonio condiviso, che contribuisce a rafforzare il senso di responsabilità e di servizio alla collettività. Questo gesto non è solo un tributo a un grande uomo, ma rappresenta anche un richiamo a tutti i funzionari pubblici a mantenere alta la guardia contro l’illegalità e a lavorare per il bene comune.
L’intitolazione della sala convegni al Giudice Rosario Livatino è, quindi, un passo importante verso la valorizzazione della memoria di chi ha sacrificato la propria vita per la giustizia. Essa serve da monito per tutti, affinché la lotta contro la mafia e per la legalità continui a essere una priorità nel nostro Paese.
