Roma, atti vandalici colpiscono la Sinagoga nel quartiere Monteverde

Veronica Robinson

Dicembre 1, 2025

Comparse nel quartiere Monteverde di Roma alcune scritte di chiara matrice politica sulla sinagoga situata in via Giuseppe Pianese. Le frasi, che sollevano preoccupazioni per il clima di tensione, includono messaggi come “Monteverde antisionista e antifascista” e “Palestina Libera”. Non si è fermata qui l’azione vandalica, poiché è stata imbrattata con vernice nera anche la targa commemorativa dedicata a Micheal Stefano Gaj Tachè, il bambino di due anni tragicamente ucciso dal terrorismo palestinese il 9 ottobre 1982.

Dettagli dell’incidente

L’episodio è avvenuto nella mattinata di lunedì 1 dicembre 2025, suscitando immediatamente l’indignazione della comunità locale e delle autorità. Le scritte, che sono apparse sui muri della sinagoga, rappresentano un attacco non solo a un luogo di culto, ma anche a un simbolo della memoria storica. La sinagoga di via Giuseppe Pianese è un importante punto di riferimento per la comunità ebraica di Roma, e l’atto vandalico ha colpito profondamente i membri di questa comunità.

La targa dedicata a Micheal Stefano Gaj Tachè, che ricorda la vita di un bambino innocente stroncata dalla violenza, è stata oggetto di un ulteriore atto di vandalismo. La scelta di imbrattare questa targa con vernice nera ha un significato simbolico che va oltre il semplice gesto, evidenziando un clima di intolleranza e odio che preoccupa non solo la comunità ebraica, ma l’intera società civile.

Reazioni della comunità e delle autorità

Le reazioni all’episodio non si sono fatte attendere. La comunità ebraica di Roma ha espresso la propria condanna attraverso dichiarazioni pubbliche, sottolineando l’importanza di combattere l’antisemitismo e ogni forma di odio. Le autorità locali, compresi i rappresentanti del Comune di Roma, hanno annunciato l’apertura di un’indagine per identificare i responsabili di questo atto. Il sindaco ha descritto l’accaduto come “inaccettabile” e ha ribadito l’impegno dell’amministrazione per garantire la sicurezza e il rispetto dei luoghi di culto.

In aggiunta, il presidente della Comunità Ebraica di Roma ha evidenziato la necessità di educare le nuove generazioni al rispetto e alla tolleranza, affinché simili atti non si ripetano in futuro. Le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli nella zona, cercando di prevenire ulteriori atti vandalici e di rassicurare i cittadini.

Contesto storico e sociale

Questo episodio si inserisce in un contesto più ampio di crescente tensione sociale e politica, caratterizzato da manifestazioni e scontri legati a questioni internazionali, in particolare il conflitto israelo-palestinese. Le scritte sulla sinagoga di Monteverde riflettono un clima di polarizzazione e divisione che sta attraversando la società italiana.

La storia di Micheal Stefano Gaj Tachè, vittima del terrorismo, è un triste promemoria delle conseguenze della violenza e dell’odio. La sua memoria è custodita non solo dalla comunità ebraica, ma da tutti coloro che credono nella pace e nel rispetto reciproco. La necessità di un dialogo aperto e costruttivo è più urgente che mai, per evitare che episodi simili possano ripetersi e per costruire una società più coesa e solidale.

La situazione a Monteverde rappresenta quindi un campanello d’allarme per tutti, richiamando l’attenzione sulla necessità di affrontare le radici dell’odio e della violenza, promuovendo una cultura di rispetto e comprensione tra le diverse comunità.

×