Roma, vandalizzata una sinagoga: UGEI denuncia un atto d’odio contro la comunità

Veronica Robinson

Dicembre 1, 2025

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia ha espresso una ferma condanna nei confronti dell’atto vandalico avvenuto presso la Sinagoga di Monteverde, a Roma. Le scritte offensive sui muri e l’imbrattamento della targa commemorativa dedicata a Stefano Gaj Tachè sono considerati un grave insulto alla comunità ebraica e un attacco diretto ai valori democratici che costituiscono il fondamento della società italiana.

La giovane vittima del terrorismo

Stefano Gaj Tachè, all’età di soli due anni, rappresenta la più giovane vittima del terrorismo antiebraico in Italia. Il tragico evento si verificò il 9 ottobre 1982, quando fu ucciso davanti al Tempio Maggiore di Roma in un attacco orchestrato da un commando di terroristi palestinesi. Offendere la sua memoria oggi significa colpire un innocente e cancellare una pagina dolorosa della storia recente del paese, sfidando i principi fondamentali della Repubblica.

Il rischio dell’antisemitismo

Chi compie tali atti non sta semplicemente esprimendo dissenso o facendo politica. Si tratta di un’azione che alimenta l’antisemitismo, un odio che ha già inflitto ferite profonde all’Italia e che sta riemergendo con preoccupante facilità.

Richiesta di condanna e responsabilità sociale

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia ha richiesto una condanna immediata e chiara da parte delle istituzioni e ha invitato la società civile a respingere senza ambiguità questi gesti, riconoscendoli come manifestazioni di odio che mettono a rischio la sicurezza di tutti.

Difesa della dignità e della sicurezza

Non sarà tollerato che la memoria di Stefano Gaj Tachè venga infangata, né che si affermi l’idea che gli ebrei in Italia possano essere considerati bersagli legittimi. Difendere la dignità e la sicurezza della comunità ebraica significa proteggere l’Italia, la sua storia e i valori che la sostengono. L’Unione Giovani Ebrei d’Italia ha dichiarato che continuerà a combattere con determinazione per questi principi fondamentali.

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