Vandalismo alla sinagoga di Monteverde Vecchio a Roma: due incappucciati ripresi dalle telecamere

Rosita Ponti

Dicembre 1, 2025

La sinagoga Beth Michael, situata nel parco di Villa Pamphili nel quartiere Monteverde Vecchio di Roma, è stata oggetto di un atto vandalico nella notte tra il 30 e il 31 gennaio 2025. Durante l’incursione, sono state trovate scritte contro il sionismo e a favore della Palestina, tra cui frasi come “Monteverde antisionista e antifascista” e “Palestina Libera”. Inoltre, la targa commemorativa dedicata a Stefano Gaj Taché, un bambino di due anni vittima del terrorismo palestinese nell’attentato al Tempio Maggiore del 9 ottobre 1982, è stata imbrattata con vernice nera.

Secondo le informazioni raccolte dall’agenzia Adnkronos, due individui incappucciati sarebbero i responsabili del gesto, avvenuto intorno alle 4.30 del mattino. La Digos di Roma sta analizzando le registrazioni delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona per identificare i colpevoli.

Reazioni della comunità ebraica

Victor Fadlun, presidente della Comunità Ebraica di Roma, ha espresso il suo profondo rammarico per l’accaduto, definendo l’atto un oltraggio verso la comunità ebraica. Fadlun ha sottolineato l’importanza della sinagoga come luogo di incontro e preghiera, dove famiglie e giovani si riuniscono. “Colpire in questo modo la sinagoga significa disconoscere il diritto degli ebrei a condurre una vita normale e questo non è accettabile”, ha affermato, evidenziando la gravità del gesto.

Fadlun ha inoltre messo in evidenza il contesto di crescente intimidazione in cui si inserisce questo episodio, citando l’attacco recente alla sede de La Stampa di Torino. Ha denunciato come l’antisemitismo stia diventando uno strumento di contestazione politica, esprimendo la sua preoccupazione per la spirale d’odio che si sta diffondendo.

Richiesta di intervento delle autorità

Il presidente della Comunità Ebraica ha fatto appello alle forze dell’ordine e al Governo, chiedendo un intervento deciso per fermare questa escalation di violenza e odio. La comunità ebraica, già colpita da atti di antisemitismo in passato, si trova nuovamente a fronteggiare un clima di tensione e paura.

Fadlun ha ribadito l’importanza di proteggere i luoghi di culto e di incontro della comunità ebraica, sottolineando che tali atti non solo feriscono i membri della comunità, ma rappresentano un attacco ai valori di tolleranza e rispetto che dovrebbero caratterizzare la società. La speranza è che le autorità competenti possano garantire la sicurezza e la dignità di tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro origine o fede.

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