Aderenza terapeutica: solo il 50% dei pazienti rispetta le prescrizioni mediche

Rosita Ponti

Dicembre 2, 2025

Solo il 50% dei cittadini rispetta le terapie prescritte in modo costante e appropriato. La restante parte si divide tra coloro che saltano raramente le dosi (35,6%) e quelli che lo fanno occasionalmente (11,5%). Un esiguo 1,5% non segue affatto le terapie. Questi dati emergono dalla “Indagine civica sull’aderenza terapeutica: un piano d’azione comune”, presentata da Cittadinanzattiva, che ha coinvolto un campione di 547 pazienti e presidenti di associazioni di pazienti, oltre a 2228 professionisti del settore sanitario.

Profilo dei pazienti non aderenti

Il profilo dei pazienti definiti “non aderenti” è prevalentemente composto da individui fragili e anziani, spesso con un basso livello socio-culturale e una rete di supporto familiare limitata. La presenza di comorbidità, ovvero la convivenza di più patologie, incide notevolmente sulla scarsa aderenza alle terapie. Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva, sottolinea che “l’aderenza terapeutica è un fenomeno complesso che richiede interventi personalizzati e strutturali per garantire l’efficacia delle cure“. Si stima che la scarsa aderenza alle terapie comporti costi per il Servizio Sanitario Nazionale pari a circa 2 miliardi di euro all’anno.

Fattori che influenzano l’aderenza

Le modalità con cui i cittadini seguono le terapie sono influenzate da vari fattori, tra cui l’età, il contesto sociale ed economico, e gli stili di vita. È fondamentale implementare un modello di rete coordinato, supportato da strumenti digitali e capacità organizzativa. È altrettanto importante dedicare tempo ai pazienti e ai loro caregiver da parte dei professionisti della salute.

Motivazioni dietro la non aderenza

Analizzando le motivazioni dietro la non aderenza, i pazienti indicano principalmente fattori psicologici e percettivi. Il 28,3% degli intervistati avverte una sensazione di dipendenza dai farmaci, mentre il 20,8% cita la pigrizia o la mancanza di motivazione e il 20,2% la percezione di non essere in pericolo reale come cause della riduzione dell’aderenza.

Priorità per migliorare l’aderenza terapeutica

Tra le priorità suggerite dai presidenti delle associazioni per migliorare l’aderenza terapeutica, spiccano il rafforzamento della comunicazione tra medico e paziente (22%), il coinvolgimento strutturato delle associazioni nei percorsi assistenziali (18%), e la necessità di educazione terapeutica e informazione dettagliata (16%). Viene inoltre evidenziato il bisogno di formazione e supporto per i caregiver e i volontari (12%), riconosciuti come attori fondamentali nei percorsi di aderenza. I pazienti richiedono un supporto su misura che preveda una relazione più stretta e continua con il medico, strumenti pratici per la gestione quotidiana e un accompagnamento relazionale non necessariamente clinico.

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