Microcitoma polmonare: il tumore che ha colpito Emma Bonino e la sua guarigione nel 2023

Rosita Ponti

Dicembre 2, 2025

Il tumore polmonare a piccole cellule, conosciuto anche come microcitoma o small cell lung cancer (SCLC), rappresenta una forma rara di carcinoma polmonare, costituendo circa il 15% di tutti i tumori polmonari diagnosticati. Questa patologia, che ha colpito Emma Bonino, si sviluppa all’interno delle “piccole” cellule presenti nei grossi bronchi e, nella maggior parte dei casi, viene diagnosticata in una fase avanzata, quando il tumore ha già invaso altri organi.

Fattori di rischio associati

Il legame tra il fumo di tabacco e il tumore polmonare a piccole cellule è molto forte. La quasi totalità dei pazienti diagnosticati con questa forma di cancro è stata o è un forte fumatore. Anche il fumo passivo gioca un ruolo significativo nel contribuire all’insorgenza della malattia.

Altri fattori di rischio, sebbene meno comuni, includono l’esposizione professionale a sostanze cancerogene, l’inquinamento atmosferico e una predisposizione genetica. Tuttavia, nessuno di questi fattori ha un impatto paragonabile a quello del tabacco, rendendo la prevenzione primaria attraverso la lotta al fumo la strategia più efficace per ridurre l’incidenza della malattia.

Opzioni di cura e trattamenti disponibili

Il trattamento del microcitoma polmonare varia in base allo stadio della malattia e alle condizioni generali del paziente. Per molti anni, la chemioterapia a base di platino è stata considerata la terapia standard, mostrando buoni tassi di risposta ma presentando un elevato rischio di recidiva.

Negli ultimi anni, si sono registrati progressi significativi grazie all’integrazione dell’immunoterapia con la chemioterapia, in particolare nei casi in stadio avanzato. Questa combinazione ha portato a un miglioramento della sopravvivenza globale dei pazienti.

Statistiche e prognosi

Nonostante i progressi nelle cure, la sopravvivenza per i pazienti affetti da microcitoma rimane tra le più basse. Le ultime stime indicano che solo circa il 10% dei pazienti riesce a vivere cinque anni dopo la diagnosi. Uno dei problemi principali è rappresentato dalla diagnosi tardiva: i sintomi, come tosse persistente, affaticamento e difficoltà respiratorie, vengono spesso confusi con patologie più comuni, portando alla scoperta del tumore solo in fase avanzata. In Italia, ogni anno circa 6.000 persone ricevono una diagnosi di tumore a piccole cellule.

Massimo Di Maio, presidente dell’Associazione Italiana Oncologia Medica, ha dichiarato: “Le persone che si ammalano di microcitoma polmonare purtroppo hanno un’aspettativa di vita limitata. Nonostante le cure ottimali e i progressi della ricerca, i pazienti come Bonino, che possono parlare della malattia come di un’esperienza superata, sono molto pochi. I danni del fumo influenzano negativamente la salute di questi pazienti, sia al momento della diagnosi sia successivamente, poiché il fumo è responsabile non solo del tumore al polmone, ma anche di molte patologie cardiovascolari e respiratorie”.

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