Trump contatta Netanyahu per un incontro alla Casa Bianca: “Evita destabilizzazione in Siria”

Veronica Robinson

Dicembre 2, 2025

Le recenti tensioni in Medio Oriente continuano a provocare gravi conseguenze umane. Dall’inizio della tregua, che è stata attuata l’11 ottobre 2023, oltre 350 persone hanno perso la vita a Gaza a causa dei bombardamenti israeliani. Le notizie emergenti da diverse fonti, tra cui l’agenzia Wafa, rivelano che il conflitto ha ripreso vigore, con l’Israele che ha intensificato le operazioni militari nella Striscia.

Attacchi a Gaza e il bilancio delle vittime

Il 2 dicembre 2025, le forze israeliane hanno condotto un attacco aereo che ha portato alla morte di un giovane palestinese, Muhammad Nasr Siam, a est del quartiere di Zeitoun, a sud-est di Gaza City. Secondo le fonti locali, il numero totale delle vittime dall’inizio della tregua ha raggiunto quota 356, con 909 feriti. L’esercito israeliano ha confermato di aver colpito due palestinesi in due incidenti distinti, sostenendo che rappresentavano una minaccia. Le operazioni continuano a suscitare preoccupazione per la crescente crisi umanitaria nella regione.

Incidente a Ateret, Cisgiordania

Il 2 dicembre, due soldati dell’IDF (Forze di Difesa Israeliane) sono stati accoltellati nei pressi dell’insediamento di Ateret, in Cisgiordania. L’esercito ha riferito che i militari erano stati inviati in risposta a una segnalazione di una persona sospetta. Durante il controllo, l’uomo ha aggredito i soldati, che hanno reagito aprendo il fuoco e uccidendolo. Questo episodio evidenzia le tensioni persistenti nella regione e il rischio di escalation violenta.

Violenza nei confronti dei cooperanti italiani

A Ein El-Duyuk, un villaggio vicino a Gerico, tre attivisti italiani della campagna Faz3a sono stati aggrediti da un gruppo di coloni israeliani. Durante l’attacco, avvenuto nella notte tra sabato e domenica, i volontari hanno subito ferite e il furto di effetti personali. Gli attivisti hanno espresso preoccupazione per la sicurezza dei palestinesi locali, temendo ulteriori aggressioni. Il villaggio è stato teatro di attacchi frequenti, soprattutto dopo la costruzione di un nuovo avamposto militare nelle vicinanze.

Il dialogo tra Trump e Netanyahu

Il 2 dicembre, Donald Trump ha contattato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per discutere dell’importanza di disarmare Hamas e promuovere la smilitarizzazione della Striscia di Gaza. Durante la conversazione, Trump ha anche sottolineato la necessità di mantenere un dialogo costruttivo con la Siria, avvertendo Israele di non compromettere la stabilità della regione. Questi sviluppi seguono recenti attacchi israeliani in Siria, che hanno portato a numerosi morti e hanno suscitato forti critiche da parte di Damasco.

Operazioni israeliane in Siria

Le forze israeliane hanno intensificato le operazioni nel sud della Siria, con rapporti di movimenti di carri armati e incursioni in diverse aree. L’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria ha documentato attività militari significative, inclusi attacchi aerei e incursioni a terra. La situazione rimane tesa, con conseguenze devastanti per la popolazione civile.

Arresti di palestinesi in Cisgiordania

Le forze israeliane hanno effettuato un’operazione di rastrellamento a nord-ovest di Ramallah, arrestando 11 palestinesi, tra cui molti ex prigionieri. Questi arresti sono avvenuti in un contesto di crescente repressione e violenza, con raid che hanno colpito diversi villaggi nella Cisgiordania occupata. La situazione continua a sollevare preoccupazioni per i diritti umani e la sicurezza dei civili nella regione.

La complessità del conflitto israelo-palestinese si riflette in questi eventi recenti, che evidenziano le tensioni persistenti e le sfide per la pace nella regione.

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