La situazione riguardante le modifiche alle pensioni nella legge di Bilancio del 2025 è incerta e presenta diverse problematiche. Mentre il provvedimento avanza con difficoltà in Senato, si registrano importanti cambiamenti, tra cui l’abbandono della norma sui pagamenti in contante e quella relativa all’oro. I primi voti sono già stati espressi e emergono dettagli significativi sulla previdenza, accompagnati da resistenze all’interno della maggioranza.
Modifiche alla finestra di uscita
Il maxi emendamento del governo, presentato il 3 marzo 2025, prevede un adeguamento della finestra di uscita per coloro che desiderano andare in pensione con 42 anni e 10 mesi di contributi. In particolare, il periodo di attesa tra il raggiungimento dei requisiti e la pensione definitiva passerà da tre a quattro mesi a partire dal 2032 e a sei mesi dal 2035. Questa modifica è stata pensata per migliorare la sostenibilità dei conti dell’INPS.
Riscatto degli anni di laurea
Un’altra misura significativa riguarda il riscatto degli anni di laurea. A partire dal 2032, chi desidera convertire i propri anni universitari in contributi potrà farlo solo per sei mesi in meno, e addirittura per trenta mesi in meno dal 2035, mantenendo invariato il costo. Ciò rende questa opzione meno vantaggiosa rispetto al passato. È importante notare che tutti i nuovi requisiti saranno soggetti all’adeguamento dell’aspettativa di vita, un fattore che influenzerà le decisioni future.
Intervento finanziario e coperture
La legge di Bilancio prevede un intervento finanziario di 3,5 miliardi di euro, senza incidere sul deficit e sul debito pubblico. Le coperture per queste misure provengono principalmente da un anticipo di cassa delle assicurazioni e da risorse inizialmente destinate alla costruzione del Ponte sullo Stretto. Questi fondi saranno utilizzati in gran parte per incentivare le imprese, sostenendo iniziative come Transizione 5.0 e investimenti nella Zona Economica Speciale (ZES) unica, oltre ad alimentare il fondo per il caro-materiali nell’edilizia.
Azzeramento dell’imposta speciale
Infine, è previsto l’azzeramento dell’imposta speciale di 500 euro sui pagamenti in contante che vanno da 5.000 a 10.000 euro. Inoltre, non ci saranno più norme riguardanti le riserve auree della Banca d’Italia, segnando un cambiamento significativo nella gestione delle risorse finanziarie del paese.
