Trump dispone il fermo delle petroliere di Maduro per sanzioni economiche

Veronica Robinson

Dicembre 18, 2025

Siamo a Cùcuta, un punto cruciale al confine tra **Colombia** e **Venezuela**, dove la **tensione** è palpabile. Il 15 gennaio 2025, il panorama è caratterizzato da un massiccio dispiegamento di **forze militari** e **veicoli blindati**. Gli **agenti di sicurezza** hanno appena neutralizzato un **ordigno esplosivo**, posizionato dall’**Esercito di Liberazione Nazionale** (**ELN**) al centro della carreggiata. Questo episodio si inserisce in un contesto di crescente **violenza**, con oltre cinquanta **attacchi** registrati nella sola area.

La situazione attuale in venezuela

Nei giorni precedenti, l’**ELN**, noto per la sua alleanza con il governo di **Nicolás Maduro**, ha imposto un **blocco militare** su tutte le strade, intensificando così la serie di **attentati**. La situazione è ulteriormente aggravata dalle dichiarazioni del **presidente degli Stati Uniti**, **Donald Trump**, che ha affermato che il **Venezuela** è circondato dalla più grande **forza militare** mai vista nella storia del **Sud America**. L’intento è chiaro: fermare le **vendite** e l’**esportazione** di beni venezuelani attraverso flotte **sanzionate**, con l’obiettivo di infliggere un duro colpo all’**economia** del paese.

Implicazioni per la sicurezza regionale

La **pressione militare** nella regione non accenna a diminuire, mentre le **forze colombiane** e venezuelane si preparano a una possibile **escalation**. La **comunità internazionale** osserva con attenzione, preoccupata per le ripercussioni di questo **conflitto** e per la **stabilità** dell’intera area. La situazione a **Cùcuta** rappresenta un **microcosmo** delle tensioni più ampie che caratterizzano le relazioni tra **Colombia** e **Venezuela**, con implicazioni significative per la **sicurezza** e la **politica regionale**.

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