Antitrust: Apple sanzionata con una multa di oltre 98 milioni per abuso di posizione dominante

Rosita Ponti

Dicembre 22, 2025

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha comunicato l’imposizione di una sanzione di ben 98.635.416,67 euro alle aziende Apple Inc., Apple Distribution International Ltd e Apple Italia S.r.l., accusate di abuso di posizione dominante. La decisione è stata resa nota in un comunicato ufficiale emesso il 15 gennaio 2025.

La violazione riscontrata riguarda l’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, specificamente in relazione al mercato della fornitura di piattaforme per la distribuzione online di applicazioni destinate agli utenti del sistema operativo iOS. L’AGCM, dopo un’analisi approfondita, ha collaborato con la Commissione Europea e altre autorità nazionali della concorrenza, nonché con il Garante per la Protezione dei Dati Personali, per giungere a questa conclusione.

Le restrizioni della policy di Apple

L’istruttoria ha evidenziato come l’App Tracking Transparency (ATT), introdotta da Apple ad aprile 2021, rappresenti un vincolo significativo per gli sviluppatori terzi di applicazioni disponibili sull’App Store. Secondo l’AGCM, le regole sulla privacy imposte da Apple risultano restrittive e non rispettano i principi di concorrenza. Gli sviluppatori sono obbligati a ottenere un consenso specifico per la raccolta e il trattamento dei dati a fini pubblicitari, attraverso una schermata di richiesta nota come ATT prompt. Tuttavia, questa modalità non soddisfa i requisiti normativi in materia di privacy, costringendo gli sviluppatori a ripetere la richiesta di consenso per la stessa finalità.

L’AGCM ha sottolineato che le condizioni stabilite dalla policy ATT sono imposte in modo unilaterale da Apple, risultando lesive per gli interessi dei partner commerciali e non proporzionate rispetto agli obiettivi di privacy dichiarati dalla società. La mancanza di proporzionalità è evidente, in quanto Apple avrebbe dovuto garantire un livello di privacy adeguato consentendo agli sviluppatori di raccogliere il consenso per la profilazione in un’unica fase.

Implicazioni per gli sviluppatori e il mercato pubblicitario

L’AGCM ha inoltre evidenziato come la duplicazione delle richieste di consenso, causata dalle modalità di attuazione della policy ATT, comporti un danno significativo per gli sviluppatori che basano il proprio modello di business sulla vendita di spazi pubblicitari. La restrizione nella raccolta, collegamento e utilizzo dei dati degli utenti influisce negativamente anche sugli inserzionisti e sulle piattaforme di intermediazione pubblicitaria.

La capacità di effettuare pubblicità online personalizzata si basa in gran parte sui dati degli utenti, e le limitazioni imposte da Apple attraverso la sua policy non solo ostacolano gli sviluppatori, ma creano anche un contesto di mercato sfavorevole. La necessità di duplicare le richieste di consenso non solo complica il processo per gli sviluppatori, ma riduce anche l’efficacia delle campagne pubblicitarie, rendendo difficile per le aziende raggiungere il proprio pubblico target.

L’AGCM ha concluso che la policy ATT di Apple non solo non raggiunge gli obiettivi di protezione della privacy, ma crea anche condizioni di mercato che danneggiano gli attori del settore. La sanzione inflitta rappresenta un segnale chiaro per il gigante tecnologico, evidenziando la necessità di rivedere le proprie pratiche commerciali per garantire un ambiente competitivo equo e rispettoso delle normative vigenti.

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