L’oncologo Paolo Ascierto ha recentemente evidenziato l’importanza dell’alimentazione nella lotta contro il cancro, sottolineando come alcuni alimenti possano svolgere un ruolo determinante nel potenziare le terapie oncologiche. Durante la XVI edizione del Melanoma Bridge e della XI edizione dell’Immunotherapy Bridge, che si sono svolti a Napoli nel mese di dicembre 2025, esperti del settore hanno discusso di come specifiche molecole presenti in determinati cibi, inclusi quelli tipici del periodo natalizio, possano agire come alleati nel rafforzare l’efficacia dell’immunoterapia.
Il potere dell’olio d’oliva
Uno studio recente pubblicato sulla rivista “Signal Transduction and Targeted Therapy” ha dimostrato che la qualità dei grassi consumati può avere un impatto significativo sul sistema immunitario. I ricercatori dell’Università di Hong Kong hanno scoperto che l’acido oleico, un grasso monoinsaturo predominante nella dieta mediterranea, è capace di ripristinare la funzionalità delle cellule T gamma delta, essenziali per una risposta immunitaria efficace, compromessa dall’assunzione eccessiva di acido palmitico, un grasso saturo presente in molti alimenti trasformati. Ascierto ha commentato che l’acido oleico, presente anche nell’avocado e nella frutta secca come noci e mandorle, può “ricaricare” queste cellule T, migliorando la loro capacità di combattere i tumori. D’altro canto, l’assunzione di grassi saturi tende a favorire infiammazione e stress ossidativo, rendendo cruciale la scelta dei grassi nella dieta per ottimizzare la risposta immunitaria.
Il fruttosio come alleato
Un altro elemento da considerare è il fruttosio, spesso associato a effetti negativi sulla salute. Tuttavia, uno studio condotto a Shanghai e pubblicato su “Cell Metabolism” ha suggerito che una dieta ricca di fruttosio potrebbe migliorare la risposta immunitaria contro il cancro. Ascierto ha spiegato che il fruttosio, presente in alimenti natalizi come fichi secchi e datteri, può stimolare l’attività dei linfociti T CD8+, le cellule responsabili dell’attacco alle cellule tumorali. Tuttavia, ha avvertito che non basta aumentare l’assunzione di zuccheri per combattere il cancro; piuttosto, il fruttosio deve essere utilizzato in modo strategico. Ascierto è attivamente coinvolto in un progetto di ricerca volto a migliorare la risposta all’immunoterapia nel melanoma, combinando dieta mediterranea, integrazione di fruttosio e fibre idrosolubili.
Il ruolo dell’acido trans-vaccenico
Un altro nutriente di interesse è l’acido trans-vaccenico (Tva), presente in carne e latticini provenienti da animali da pascolo. Uno studio dell’Università di Chicago ha mostrato che il Tva può rafforzare la risposta immunitaria contro il cancro. Ascierto ha spiegato che il Tva inibisce un recettore attivato da acidi grassi dannosi e attiva percorsi cellulari che migliorano la sopravvivenza e la differenziazione cellulare. I risultati clinici indicano che i pazienti con livelli più elevati di Tva mostrano una risposta migliore all’immunoterapia. Ascierto ha sottolineato che l’obiettivo non è aumentare il consumo di carne rossa, ma piuttosto utilizzare il Tva come integratore per massimizzare l’efficacia dei trattamenti.
La dieta come strumento terapeutico
Le evidenze emerse da questi studi dimostrano che l’interazione tra dieta e sistema immunitario è complessa e richiede ulteriori ricerche. Ascierto ha affermato che si sta lavorando verso la definizione di una “dieta da combattimento” personalizzata, con l’obiettivo di trasformare il cibo in una medicina di precisione, ampliando le opzioni di trattamento per i pazienti oncologici. La ricerca continua a esplorare come specifici nutrienti possano potenziare l’azione del sistema immunitario nella lotta contro il cancro.
