Commemorazione della strage del Rapido 904: 41 anni di memoria e dolore

Rosita Ponti

Dicembre 23, 2025

Il 23 dicembre 1984, un grave attentato dinamitardo ha colpito il treno rapido 904 nella Grande Galleria dell’Appennino, situata tra Firenze e Bologna, causando la morte di 16 persone e ferendo 267 passeggeri. A distanza di 41 anni, il dolore per questa strage rimane vivo e inestinguibile.

Incontro con i familiari delle vittime

Il 22 dicembre 2025, il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha incontrato a Palazzo Santa Lucia di Napoli una delegazione dell’Associazione dei familiari delle vittime del tragico evento. Durante l’incontro, che ha coinciso con il 41esimo anniversario della strage, erano presenti anche i rappresentanti della Fondazione Polis, i promotori dell’iniziativa “Figurina della Memoria” e la vicesindaca di Bologna, Emily Marion Clancy. Questo incontro ha rappresentato un momento significativo per il riconoscimento e la commemorazione delle vittime.

Importanza della collaborazione

Rosaria Manzo, vicepresidente dell’Associazione, ha evidenziato l’importanza di essere stati accolti per la prima volta dal presidente Fico, sottolineando che questo gesto è cruciale per avviare un percorso di collaborazione condiviso. Le parole di Manzo riflettono il desiderio di costruire un legame forte e significativo tra le istituzioni e i familiari delle vittime.

Tributo alle vittime

Nella stessa mattinata, presso la sala convegni della Regione Campania, situata nell’isola A6 del centro direzionale di Napoli, è stata presentata la “Figurina della Memoria“, un tributo dedicato alle vittime della strage. Questo progetto è stato realizzato da Figurine Forever in collaborazione con l’Associazione dei Familiari delle Vittime della Strage di Bologna del 2 agosto 1980 e la Fondazione Polis della Regione Campania.

Riflessioni sulla memoria

Don Tonino Palmese, presidente della Fondazione Polis, ha commentato l’importanza di ricordare tali eventi, affermando che colpire l’innocenza significa instillare paura nella società e nei suoi rappresentanti. Ha sottolineato come nel caso del treno 904, il male sia stato perpetrato da servizi deviati, dalla politica, dal terrorismo e dalla mafia. Questa iniziativa, ricca di significato simbolico e civile, mira a preservare la memoria di una tragedia che ha segnato profondamente la storia italiana, garantendo che le future generazioni non dimentichino il passato.

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