Il Natale del 2025 si preannuncia come un momento di grande solidarietà e pace, particolarmente dedicato a coloro che vivono in condizioni di difficoltà. Questo evento si inserisce nel contesto del Giubileo della speranza, con l’intento di inviare un forte messaggio di supporto ai tanti poveri presenti nelle città italiane e ai popoli afflitti da conflitti nel mondo.
Le celebrazioni a Roma e in Italia
La celebrazione avrà inizio presso Santa Maria in Trastevere, un luogo simbolico dove nel 1982 si svolse il primo pranzo di Natale dedicato ai poveri. Quest’anno, l’evento si estenderà in numerosi quartieri di Roma e in circa un centinaio di città italiane, con la partecipazione di ben 80mila persone sedute attorno a tavole imbandite.
L’appuntamento si svolgerà il 25 dicembre, con una particolare attenzione a chi vive ai margini della società. La basilica di Trastevere si riempirà di senza dimora, anziani, famiglie in difficoltà e rifugiati, tra cui alcuni giunti in Italia grazie ai corridoi umanitari. Questo incontro rappresenta un momento di condivisione e accoglienza, dove le barriere tra chi serve e chi è servito si annullano, creando un’atmosfera di fratellanza.
Un pranzo ricco di tradizione
Il pranzo di Natale prevede un menù tradizionale, che include piatti come lasagne, polpettone, lenticchie e dolci tipici delle festività. Ogni ospite riceverà un dono personalizzato, simile a quello che si scambia in famiglia, per rendere l’esperienza ancora più speciale. Questo banchetto non è solo un pasto, ma un momento di incontro e di condivisione tra i membri della Comunità di Sant’Egidio e gli invitati.
Iniziative di sostegno e volontariato
Le numerose iniziative che caratterizzano questo Natale sono rese possibili grazie al contributo di molti volontari e alla campagna di raccolta fondi attivata tramite il numero solidale 45586, disponibile fino al 27 dicembre. Queste attività non si limitano a Roma, ma si estendono anche a diverse carceri italiane, come quelle di Rebibbia e Regina Coeli, dove verranno distribuiti pasti e regali per rendere il Natale speciale anche a chi vive in situazioni di detenzione.
La mobilitazione della comunità è un segno tangibile di come il Natale possa diventare un momento di inclusione e solidarietà, portando un messaggio di speranza a tutti coloro che ne hanno bisogno.
