La controversia legale che ha visto protagonisti Vittorio Sgarbi e la figlia Evelina ha preso una nuova direzione. Il Tribunale di Roma, in una recente sentenza emessa nel mese di aprile 2025, ha stabilito che non è necessario nominare un amministratore di sostegno per il noto critico d’arte. Tuttavia, è stata disposta una perizia medica per valutare se Sgarbi sia in grado di comprendere le implicazioni delle sue decisioni, sia personali che patrimoniali, in situazioni di particolare complessità.
Fino all’esito di questa perizia, attesa non prima di maggio 2026, il matrimonio con Sabrina Colle, con cui Sgarbi ha condiviso quasi tre decenni di vita, dovrà essere rimandato. La decisione del Tribunale è arrivata a seguito della richiesta di Evelina Sgarbi, la quale sostiene che il padre non sia più in grado di gestire i propri interessi.
La perizia psichiatrica
Il Tribunale romano ha nominato la psicologa e psicoterapeuta Lili Romeo come consulente tecnico d’ufficio. Il suo compito sarà quello di accertare se Vittorio Sgarbi presenti condizioni psicologiche o cognitive che possano influenzare la sua capacità di autodeterminazione, in particolare riguardo a decisioni di straordinaria amministrazione e all’esercizio dei diritti personalissimi. La perizia si concentrerà sulla capacità di Sgarbi di comprendere e valutare le conseguenze delle sue scelte, specialmente in relazione alla gestione del suo patrimonio e alla decisione di contrarre matrimonio, esaminando l’autenticità e la stabilità della sua volontà decisionale.
Evelina Sgarbi: “Mia battaglia non è stata vana”
Evelina Sgarbi ha avviato la sua azione legale alla fine di settembre 2024, richiedendo la nomina di un amministratore di sostegno dopo che il padre aveva vissuto un periodo di grave depressione, che lo aveva portato a un ricovero presso il Policlinico Gemelli. La figlia ha espresso preoccupazione per l’influenza negativa esercitata da alcune persone attorno a Sgarbi, sostenendo che queste interferenze le impediscono anche di vederlo.
Dopo la decisione del Tribunale, Evelina ha dichiarato: “Finalmente è arrivato un primo importantissimo segnale che lascia ben sperare per quanto riguarda la salute di mio padre e la tutela della sua capacità di comprendere gli effetti di scelte straordinarie inerenti l’esercizio dei suoi diritti personalissimi. La battaglia che sto portando avanti è unicamente per tutelare mio padre, la sua salute, la sua dignità e i suoi interessi. Purtroppo, questo Natale sarà comunque triste per me, poiché sono consapevole che mio padre continua a non stare bene.”
