Una recente analisi ha messo in evidenza l’andamento della stagione influenzale e ha fornito indicazioni sulle contromisure necessarie per mitigare gli effetti della nuova variante K. Gli esperti avvertono che, sebbene la vaccinazione continui a rappresentare un’importante forma di protezione, la sua efficacia sembra essere diminuita rispetto al passato.
La variante K dell’influenza è stata identificata per la prima volta a New York nel giugno 2025. Durante le attività di sorveglianza molecolare condotte dai Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) su individui rientrati negli Stati Uniti, è stata riscontrata la presenza del virus J.2.4.1, noto anche come sottoclade K. Già nel mese di luglio, la variante era stata segnalata in pazienti provenienti da Regno Unito, Australia, diverse regioni dell’Africa e dell’Asia, oltre che negli Stati Uniti. Con il passare delle settimane, i casi sono aumentati rapidamente, portando all’emergere della variante K anche in Italia, dove si stava affrontando un incremento stagionale delle infezioni respiratorie acute.
Origini del virus A h3n2
Il virus A H3N2, da cui deriva la variante K, è emerso nella popolazione umana nel 1968, causando una pandemia che ha provocato circa 100.000 decessi negli Stati Uniti e un milione nel resto del mondo. Da allora, ha continuato a circolare, causando un notevole carico di malattia. Insieme all’influenza A H1N1 e all’influenza B, il virus A H3N2 è responsabile delle epidemie respiratorie stagionali. Questo ceppo, in particolare, ha il più alto tasso evolutivo e tende a causare epidemie più gravi, con un aumento significativo della mortalità, soprattutto tra la popolazione anziana. Gli esperti avvertono che quest’anno la variante K potrebbe ridurre l’efficacia dei vaccini antinfluenzali, rendendo la stagione influenzale particolarmente complessa.
Nonostante ciò, i dati indicano che il vaccino offre una certa protezione contro le infezioni gravi causate dalla variante K. Le analisi di dati ospedalieri nel Regno Unito mostrano un’efficacia del 72-75% nei bambini, molti dei quali sono stati immunizzati con vaccini intranasali, mentre negli adulti l’efficacia dei vaccini iniettabili si attesta tra il 32% e il 39%. Gli esperti raccomandano di aumentare la copertura vaccinale, in particolare tra coloro che sono in contatto con persone a rischio di complicanze influenzali, un’azione che assume un’importanza ancora maggiore quest’anno.
Stagione influenzale 2025
All’inizio di ottobre 2025, si sono registrate segnalazioni di una stagione influenzale precoce e grave in Giappone, causata da un virus influenzale A. Notizie simili sono giunte rapidamente dal Regno Unito. Tra maggio e novembre 2025, il sottoclade K ha rappresentato il 33% di tutte le sequenze A H3N2 depositate nella banca dati Gisaid a livello globale e il 47% in Europa. Questa nuova variante antigenica sembra essere dominante in vari Paesi, sostituendo altri ceppi A H3N2, in linea con un vantaggio nella trasmissione. Negli Stati Uniti, un aggiornamento del CDC dell’11 dicembre ha confermato un’accelerazione dell’attività influenzale, soprattutto tra bambini e giovani adulti, con 30.000 ricoveri e 1.200 decessi, incluso un bambino.
Contromisure da adottare
Tra i virus influenzali identificati, quelli di tipo A rappresentano il 95-96%, con il sottotipo A H3N2 che costituisce circa l’86% del totale, mentre il sottoclade K domina, costituendo l’89% degli A H3N2 analizzati. Gli scienziati avvertono che l’impatto finale di questo nuovo ceppo sulla salute pubblica dipenderà dalla sua virulenza intrinseca, dalla suscettibilità degli individui e dal grado di protezione fornito dalla vaccinazione e dalle infezioni precedenti. Le contromisure principali includono la vaccinazione, con l’invito a incrementare la copertura vaccinale adeguata all’età, evitare l’esposizione a persone malate e utilizzare tempestivamente gli antivirali disponibili per la profilassi e il trattamento di chi è più a rischio. Queste misure possono contribuire a ridurre l’impatto dell’epidemia prevista per la stagione influenzale in corso.
