Era il 1989 quando l’immagine di uno studente, eretto e determinato di fronte a un carro armato in Piazza Tienanmen a Pechino, divenne simbolo di una lotta per la libertà . Tra aprile e giugno di quell’anno, la capitale cinese fu scenario di numerose manifestazioni studentesche, culminate nel tragico massacro di centinaia di giovani. Le stime delle vittime oscillano, con alcune fonti che parlano di circa duemila morti, un numero mai ufficialmente confermato.
Il contesto delle manifestazioni del 1989
Nel 1989, Pechino si trovò al centro di un movimento di protesta che mirava a richiedere riforme politiche e una maggiore libertà di espressione. Le manifestazioni, iniziate da un gruppo di studenti, si espansero rapidamente, attirando l’attenzione di migliaia di cittadini. Questi eventi si verificarono pochi mesi prima della caduta del Muro di Berlino, in un periodo di grande fermento politico in tutto il mondo. Le richieste di democratizzazione e di maggiore apertura da parte del governo cinese si scontrarono con la dura repressione delle autorità , che culminò nel massacro del 4 giugno, quando le forze dell’Esercito Popolare di Liberazione (EPL) aprirono il fuoco sui manifestanti.
Il coraggio del generale Xu Qinxian
A distanza di quasi 37 anni da quei fatti, è emerso un video raro che documenta l’interrogatorio di Xu Qinxian, generale dell’EPL, noto per il suo rifiuto di seguire gli ordini di reprimere le manifestazioni. La registrazione di sei ore rivela la sua posizione fermamente contraria all’uso della forza contro i manifestanti. Xu, originario di una famiglia di venditori ambulanti, si trovava in ospedale per motivi di salute quando ricevette l’ordine di schierare le sue truppe a Pechino. Nella video-intervista, il generale espone le sue riserve, affermando che una questione di tale importanza politica avrebbe dovuto essere affrontata con mezzi pacifici e discussa nell’Assemblea Nazionale del Popolo.
Il suo rifiuto di eseguire l’ordine portò a conseguenze drastiche: espulso dal Partito Comunista Cinese e condannato a cinque anni di carcere, Xu trascorse il resto della vita in esilio, morendo nel 2021 all’età di 85 anni.
Il significato del video e le reazioni
Il video dell’interrogatorio di Xu Qinxian, pubblicato online di recente, ha suscitato un notevole interesse. Zhou Fengsuo, uno dei leader delle manifestazioni di Tienanmen, ha commentato che si tratta della prima testimonianza chiara e diretta su quel periodo storico. Il filmato ha già superato 1,2 milioni di visualizzazioni su YouTube, dimostrando l’attenzione continua verso gli eventi di quel periodo. Wu Renhua, storico del movimento di Tiananmen, ha confermato l’autenticità del video, sottolineando come molti dettagli coincidano con la sua ricerca.
Le manifestazioni del 1989 rappresentano un capitolo cruciale nella storia della Cina, evidenziando le tensioni tra il governo e la popolazione. Dopo il massacro, il Partito Comunista Cinese ha intensificato il controllo sull’EPL, affermando che l’esercito deve servire il partito e non altre autorità . Negli ultimi anni, la lealtà delle forze armate è rimasta una preoccupazione per il governo, con Xi Jinping che ha avviato epurazioni tra i vertici militari per presunte irregolarità .
La memoria di Tienanmen continua a essere un tema delicato e controverso in Cina, con il governo che mantiene un rigoroso controllo sulle narrazioni storiche e sulla libertà di espressione.
