Un 27enne di Genova accusato di adescamento di minori e stupro

Rosita Ponti

Dicembre 24, 2025

Il 24 dicembre 2025, un giovane di 27 anni originario di Genova è stato arrestato e si trova attualmente nel carcere di Genova Pontedecimo. È accusato di una serie di reati gravi, tra cui stupro, induzione alla prostituzione minorile, atti sessuali con minorenni e pornografia minorile. Le indagini hanno rivelato che l’uomo adescava bambine e adolescenti, di età compresa tra i 12 e i 17 anni, attraverso i social network, promettendo loro denaro o regali in cambio di rapporti sessuali. In alcuni casi, si era presentato come tassista, offrendo passaggi dopo la scuola o durante le serate con i coetanei.

I dettagli delle accuse

Le accuse a carico del 27enne sono particolarmente inquietanti. Tra i casi di violenza sessuale, uno in particolare ha colpito gli inquirenti: l’uomo avrebbe afferrato il collo di una ragazza, minacciandola di farla tacere se non avesse obbedito. In un altro episodio, ha violentato una 17enne mentre lei piangeva. Le autorità stanno indagando su un numero crescente di vittime, che attualmente ammontano ad almeno nove, ma si teme che possano essere molti di più. Durante una perquisizione nella sua abitazione, uno dei due telefoni dell’uomo non è stato trovato, il che ha sollevato ulteriori preoccupazioni riguardo alla possibilità di scoprire altre vittime.

Le indagini e il ruolo delle vittime

Il 27enne aveva denunciato lo smarrimento del telefono subito dopo aver contattato il 112 per segnalare minacce di morte ricevute dal padre di una delle ragazze coinvolte. Durante l’interrogatorio, ha ammesso di aver avuto contatti con le minorenne, ma ha negato qualsiasi rapporto sessuale o coercitivo. Le indagini avviate dalle forze dell’ordine, tuttavia, hanno portato alla luce un quadro molto più complesso, con numerosi dettagli inquietanti. È emerso che spesso l’uomo portava le ragazze a casa sua, dove vivevano i genitori, che a loro volta non sembravano opporsi alle frequentazioni.

Le decisioni della giustizia

La giudice ha deciso di non concedere i domiciliari al 27enne, ritenendo che la sua pericolosità sia evidente. Secondo la magistratura, l’uomo è schiavo dei suoi istinti e costantemente alla ricerca di nuove prede. Inoltre, la mancanza di intervento da parte dei genitori delle vittime ha sollevato ulteriori interrogativi sulla responsabilità e sulla protezione dei minori in situazioni così delicate. La comunità è in attesa di ulteriori sviluppi su questo caso che ha scosso profondamente Genova e sollevato un dibattito sulla sicurezza dei giovani nel contesto sociale attuale.

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