Il caso di Jeffrey Epstein continua a scuotere le istituzioni americane, con un recente sviluppo che ha suscitato preoccupazioni e polemiche. Il Dipartimento di Giustizia (DOJ) ha ricevuto un nuovo milione di documenti potenzialmente collegati al defunto finanziere, creando un clima di tensione politica. L’annuncio, avvenuto nel mese di dicembre 2025, ha innescato una reazione negativa nei confronti della ministra della Giustizia Pam Bondi e dell’amministrazione della Casa Bianca. Secondo quanto comunicato dal DOJ, ci vorranno “alcune settimane” per esaminare il materiale prima della sua pubblicazione, alimentando i sospetti dei Democratici, i quali accusano il governo di voler proteggere figure chiave coinvolte nel caso.
Il ruolo dell’ex principe Andrea
Mentre la pressione politica cresce, tornano a farsi sentire le richieste di giustizia nei confronti dell’ex principe Andrea. Maria Lacerda, una delle vittime di Epstein, ha rinnovato il suo appello affinché il reale britannico collabori con le autorità statunitensi. Molti esperti ritengono che Andrea possa possedere informazioni cruciali per smantellare il sistema di abusi perpetrato da Epstein e Ghislaine Maxwell. Nonostante le gravi accuse mosse nei suoi confronti da Virginia Giuffrè, la principale accusatrice recentemente scomparsa, l’ex principe ha sempre negato ogni accusa, evitando di fornire informazioni utili agli inquirenti americani.
Le polemiche sulla gestione dei documenti
La gestione dei documenti da parte del Dipartimento di Giustizia ha suscitato critiche, in particolare per il controllo editoriale esercitato sui file già resi pubblici. Fino a oggi, sono state divulgate solo 130.000 pagine, spesso pubblicate e rimosse in modo confuso, accompagnate da note che definiscono “false e sensazionalistiche” le affermazioni contro il presidente Trump. Secondo fonti sempre più affidabili, la Casa Bianca avrebbe preso il controllo dell’account social del DOJ, cercando di promuovere una narrativa favorevole a Trump, un’azione considerata da molti esperti come una grave violazione dell’indipendenza della magistratura.
Le rivelazioni controverse e le reazioni del presidente
A complicare ulteriormente la situazione è emersa una lettera che Epstein avrebbe scritto a Larry Nassar, l’ex medico della nazionale di ginnastica condannato per abusi, nella quale si menzionava la presunta attrazione di Trump per le giovani ragazze. L’FBI ha dichiarato che la lettera era un “falso” solo dopo la sua diffusione, suscitando accuse di insabbiamento da parte di critici e osservatori. Il presidente ha reagito con la consueta veemenza su Truth Social, denunciando chi frequentava l’isola di Epstein e ribadendo di essersi allontanato dal finanziere molto prima che scoppiasse lo scandalo, paragonando l’intera vicenda alla “bufala russa” orchestrata per danneggiarlo.
La situazione rimane incerta e carica di tensione, con il caso Epstein che continua a rivelare nuove sfide per il sistema giudiziario e politico americano.
