L’undicesimo intervento di Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica Italiana, si è focalizzato su temi di grande rilevanza sociale e storica, con un forte richiamo alla pace. Durante il suo discorso, pronunciato il 31 dicembre 2025, il Presidente ha aperto con un appello alla pace, evidenziando le tragiche conseguenze dei conflitti in corso, in particolare in Ucraina e Gaza. Ha descritto le devastazioni inflitte dai bombardamenti e la sofferenza dei civili, sottolineando come il desiderio di pace cresca in risposta a queste atrocità . Mattarella ha citato le parole di Papa Leone XIV, che ha esortato a disarmare le parole, invitando a superare un senso di impotenza e fatalismo.
Ottant’anni di Repubblica
Il discorso di Mattarella ha celebrato anche gli ottant’anni della Repubblica Italiana, un traguardo significativo che, secondo il Presidente, rappresenta una fase di grande importanza per il Paese. Ha ricordato come, nel 1946, il voto delle donne sia stato un momento cruciale, conferendo un carattere democratico e inclusivo alla Repubblica. Questo evento ha segnato l’inizio di un percorso verso la piena parità , un obiettivo ancora attuale. La Costituzione italiana è stata definita da Mattarella come il fondamento che ha guidato l’Italia in questi decenni, rendendo la Repubblica un punto di svolta nella storia nazionale.
Ripercorrendo il cammino della Repubblica, il Presidente ha toccato temi contemporanei come la sanità , l’occupazione e l’informazione, evidenziando il ruolo della RAI come garante del pluralismo. Ha affermato che la cultura, l’arte, il cinema e la musica sono stati fondamentali per la crescita dell’identità nazionale. Le sue parole hanno trovato eco nelle dichiarazioni di Giampaolo Rossi, amministratore delegato della RAI, il quale ha sottolineato l’importanza del servizio pubblico nel raccontare la storia e le trasformazioni dell’Italia.
Memoria e legalitÃ
Un altro tema centrale del discorso è stato il ricordo delle vittime del terrorismo e delle stragi che hanno segnato la storia recente del Paese. Mattarella ha invitato a non dimenticare i nomi e i volti di magistrati, giornalisti e forze dell’ordine che hanno perso la vita nella lotta contro la violenza. Ha citato in particolare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, simboli della legalità , il cui sacrificio continua a ispirare le nuove generazioni nella lotta contro la mafia. Questi eventi hanno rappresentato un periodo di grande tensione, ma hanno anche dimostrato la resilienza delle istituzioni italiane, che si sono dimostrate più forti del terrore grazie all’unità delle forze politiche e sociali.
Il Presidente ha riconosciuto le lacune e le contraddizioni presenti nel Paese, ma ha anche affermato con orgoglio che l’Italia della Repubblica è una storia di successo a livello mondiale. Ha esortato i cittadini a riflettere su quanto è stato conquistato insieme, sottolineando che ogni individuo ha contribuito a costruire un mosaico collettivo. Ha invitato tutti a impegnarsi per affrontare le sfide attuali, come povertà , disuguaglianze e comportamenti che minacciano il bene comune.
Un messaggio ai giovani
Mattarella ha chiuso il suo discorso con un messaggio rivolto ai giovani, incoraggiandoli a non rassegnarsi alle etichette di diffidenza e distacco. Ha esortato i giovani a essere esigenti e coraggiosi, a scegliere il proprio futuro e a sentirsi responsabili come la generazione che ha costruito l’Italia moderna ottant’anni fa. Ha ribadito che la coesione sociale, la libertà e la democrazia sono le vere forze che hanno reso l’Italia un grande Paese, e ha chiesto a tutti di continuare a impegnarsi per il bene della Repubblica, affermando che ognuno di noi è parte integrante di questo progetto collettivo.
