Israele ha avviato un ultimatum per il completamento delle operazioni nei prossimi sessanta giorni, richiedendo alle aziende di fornire informazioni personali sui loro dipendenti per motivi di sicurezza. Nel frattempo, a Gaza, una tragica notizia ha colpito la comunità: madre e figlio hanno perso la vita in un incendio che ha distrutto la loro tenda, dove si trovavano insieme ad altri sfollati.
Ministero della cultura israeliano: Gaza è nostra, palestinesi ospiti
Miki Zohar, il ministro della Cultura di Israele, ha rilasciato dichiarazioni controverse riguardo alla presenza palestinese a Gaza. In un’intervista trasmessa dall’emittente pubblica Kan e riportata dal Times of Israel, Zohar ha affermato: “Gaza è anche nostra. Li lasciamo lì come ospiti fino a un certo punto, ma Gaza è nostra”. Queste affermazioni hanno suscitato polemiche, poiché il ministro ha definito i palestinesi come “ospiti” nel territorio, sostenendo che Israele si limita a permettere loro di vivere lì. Zohar ha anche espresso la volontà di negare finanziamenti all’industria cinematografica israeliana, in particolare dopo che il premio Ophir è stato assegnato a un film che racconta la storia di un ragazzo palestinese della Cisgiordania, il quale non ha ottenuto il permesso di entrare in Israele per visitare una spiaggia. Nonostante non avesse visto il film, Zohar ha criticato la sua rappresentazione dell’IDF, sostenendo che esso presenta Israele come un occupante. “La Giudea e la Samaria sono nostre”, ha aggiunto, usando la terminologia biblica per la Cisgiordania, e ha concluso affermando che Israele non è un occupante nella propria terra.
Guterres critica la legge israeliana contro l’UNRWA
Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, ha espresso la sua condanna per l’approvazione da parte della Knesset di emendamenti a una legge che colpisce l’UNRWA, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi. Questi emendamenti, che sono stati approvati il 29 dicembre 2025, mirano a interrompere l’erogazione di elettricità e acqua alle strutture dell’agenzia. Guterres ha dichiarato che la legge viola le tutele legali internazionali e ha chiesto l’immediata abrogazione, sottolineando che le proprietà dell’UNRWA devono essere considerate “inviolabili” secondo le convenzioni internazionali.
Manifestazione a Istanbul: 500mila persone per Gaza
A Istanbul, oltre 500mila manifestanti sono scesi in piazza per esprimere solidarietà a Gaza, come riportato dall’agenzia turca Anadolu. Durante la manifestazione, molte navi attorno al ponte di Galata erano decorate con bandiere turche e palestinesi. Un grande striscione con la scritta “Giustizia per Gaza” in turco e inglese è stato srotolato sui binari del tram che attraversano il ponte, mentre un altro striscione recitava “Lunga vita alla Palestina“. Per richiamare l’attenzione sulla situazione a Gaza, è stata appesa una kefiah palestinese alla Torre di Galata, uno dei simboli di Istanbul.
Tragedia a Gaza: madre e figlio muoiono in un incendio
Una tragica notizia è giunta da Gaza, dove una donna e il suo bambino hanno perso la vita in un incendio che ha colpito la tenda in cui soggiornavano, nel centro della Striscia. La Difesa Civile dell’enclave palestinese ha confermato l’accaduto, riportando che una terza persona è rimasta ustionata. Le autorità locali hanno avviato un’indagine per chiarire le circostanze dell’incidente.
Il procuratore generale israeliano denuncia l’ingerenza di Ben-Gvir
Il procuratore generale di Israele, Gali Baharav-Miara, ha informato l’Alta Corte del Paese riguardo alla necessità di richiamare il primo ministro Benjamin Netanyahu a spiegare perché continui a permettere al ministro della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, di mantenere il suo incarico. Baharav-Miara ha accusato Ben-Gvir di abusare della sua posizione per influenzare in modo improprio le attività della polizia, violando i principi democratici fondamentali. La sua dichiarazione, riportata dal quotidiano Haaretz, evidenzia come, da quando Ben-Gvir ha assunto l’incarico, ci siano stati ripetuti episodi di ingerenza nelle operazioni di polizia, creando un quadro di gravi violazioni dell’indipendenza della polizia.
Gruppi per i diritti umani criticano la revoca delle licenze a ONG
Diciannove gruppi israeliani per i diritti umani hanno denunciato la decisione del governo di revocare le licenze operative a 37 organizzazioni umanitarie che operano a Gaza e nella Cisgiordania occupata. In una dichiarazione congiunta, i gruppi, tra cui Adalah e B’Tselem, hanno sottolineato che, parallelamente all’attacco di Israele alla popolazione di Gaza, l’accesso umanitario è stato fortemente limitato. Hanno avvertito che l’ostacolo all’operato delle ONG compromette l’efficacia della distribuzione degli aiuti e mette in pericolo il personale e le comunità locali. I gruppi hanno esortato il governo israeliano a interrompere le procedure di cancellazione delle licenze e a rimuovere gli ostacoli all’azione umanitaria.
