Un uomo è stato arrestato dai Carabinieri di Modena, sospettato di essere il responsabile del ferimento del sacerdote Rodrigo Gaviria Grajales, avvenuto nella mattina del 30 dicembre 2025. Fortunatamente, il sacerdote è ora fuori pericolo.
L’individuazione del sospetto è avvenuta grazie all’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Queste registrazioni hanno consentito agli inquirenti di ricostruire i movimenti dell’aggressore.
Il pedinamento e l’aggressione: i dettagli dell’episodio
Il giovane ha iniziato a pedinare il prete per un periodo di almeno 20 minuti, evitando qualsiasi interazione verbale, prima di colpirlo. Il sacerdote è stato accoltellato al lato sinistro del collo da un fendente, dopo di che l’aggressore si è allontanato rapidamente, facendosi perdere di vista. Fortunatamente, il prete è stato soccorso da due dipendenti di una trattoria vicina, che hanno allertato i servizi di emergenza. L’ambulanza ha trasportato il sacerdote all’ospedale Baggiovara, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico salvavita.
L’indagato, un 29enne di nazionalità italiana, era noto alle autorità poiché da alcuni anni riceveva assistenza presso un centro di salute mentale della zona e aveva una storia di problemi legati alla tossicodipendenza.
Le indagini e il sequestro delle prove
I Carabinieri, sotto la direzione del procuratore della Repubblica di Modena, Luca Masini, hanno condotto indagini approfondite che hanno portato all’arresto del sospetto. Durante una perquisizione, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato il coltello a serramanico utilizzato per l’aggressione, che il giovane aveva occultato in un muretto di un edificio disabitato.
In aggiunta, gli inquirenti hanno trovato e sequestrato gli indumenti e le calzature indossati dall’indagato al momento del crimine. Al termine delle operazioni, la Procura ha proceduto a interrogare il fermato, attualmente in stato di detenzione. Le indagini continuano per chiarire ulteriormente la dinamica dell’episodio e le motivazioni dietro l’aggressione.
