Nonostante le difficoltà estreme, un rifugio situato nella Striscia di Gaza continua a operare, offrendo un’ancora di salvezza per gli animali colpiti dalla guerra. Da due anni, il conflitto ha devastato la regione e ha ridotto al minimo le risorse disponibili, ma i volontari e gli operatori del rifugio non si sono arresi. In questo contesto drammatico, il rifugio Sulala Animal Rescue, fondato nel 2006 da Saeed Al-Aar, rappresenta un simbolo di speranza per gli animali feriti e affamati.
Le condizioni del rifugio e il lavoro dei volontari
Il rifugio, ricavato da una tenda, è diventato un luogo di accoglienza per cani, gatti, asini e cavalli in difficoltà . Nonostante le incessanti bombe e la mancanza di attrezzature, cibo e medicinali, il rifugio è riuscito a rimanere operativo durante tutto il conflitto. Gli operatori e i volontari, spinti dall’amore per gli animali, si trovano ad affrontare sfide enormi. “Non puoi guardare una creatura che si fida di te e mangiare di fronte a lei senza condividere il cibo“, ha dichiarato Al-Aar, evidenziando la profonda connessione tra gli esseri umani e gli animali.
Nel rifugio, diversi cani con tre zampe si muovono tra le tende, un triste promemoria delle conseguenze della guerra. Veterinari e volontari collaborano per fornire cure agli animali feriti, utilizzando risorse limitate. Il dottor Hossam Mortaja, uno dei pochi veterinari rimasti a Gaza, è costretto a improvvisare, ricorrendo a medicinali scaduti o farmaci umani per curare gli animali. “Gli animali soffrono come gli esseri umani: provano paura, persino convulsioni“, ha affermato Mortaja, sottolineando la gravità della situazione.
La crisi della popolazione animale a Gaza
Dal 7 ottobre 2023, data di inizio del conflitto, la popolazione animale nella Striscia di Gaza ha subito un crollo drammatico. Secondo l’Euro-Med Human Rights Monitor, circa il 97% del bestiame è stato distrutto a causa di bombardamenti, carestia e saccheggi. Mucche, pecore, capre e pollame hanno subito perdite enormi, mentre gli animali di grandi dimensioni, come asini e cavalli, hanno visto ridurre il loro numero a circa il 30% rispetto ai livelli precedenti.
Gli animali domestici non sono stati risparmiati dalla crisi; molti cani e gatti sono stati abbandonati mentre le famiglie fuggivano, portando a un aumento di malnutrizione e malattie. Le condizioni di salute degli animali sono critiche, con segnalazioni di “cachessia” e sistemi immunitari compromessi. I veterinari hanno documentato focolai di gastroenterite, ittero e malattie oculari, evidenziando quanto sia grave la situazione.
Il ruolo degli animali nella vita delle persone
In mezzo a tanta sofferenza, gli animali rappresentano una fonte di conforto per molte persone. “Le persone cercano conforto negli animali. Alcuni trovano sostegno nei cani, altri nei gatti“, ha osservato Al-Aar. Durante il conflitto, molti hanno trovato il modo di prendersi cura degli animali, ricevendo supporto dal rifugio per garantire loro cibo e assistenza.
Nonostante i rischi e le difficoltà , i veterinari e i volontari continuano a dedicarsi alla cura degli animali, riconoscendo il legame speciale che si crea tra esseri umani e animali in tempi di crisi. La loro determinazione a fornire aiuto è un faro di speranza in un contesto caratterizzato da sofferenze umane e animali.
