Proteste in Iran: il bilancio sale a sei vittime tra forze di sicurezza e manifestanti

Veronica Robinson

Gennaio 2, 2026

Le manifestazioni che hanno preso piede in Iran, scatenate dalla crescente crisi economica, hanno raggiunto giovedì 20 marzo 2025 anche le province rurali della Repubblica Islamica. Le autorità hanno confermato la morte di almeno sei persone, tra cui sia membri delle forze di sicurezza che manifestanti. Questi eventi si inseriscono in un contesto di tensione sociale, in cui le proteste, pur rallentando nella capitale Teheran, si sono intensificate in altre aree del paese.

La situazione attuale in Iran

La situazione potrebbe segnare l’inizio di una risposta più severa da parte del governo iraniano. Le sei vittime, una registrata mercoledì e cinque giovedì, sono state segnalate in tre città a maggioranza Lur, un gruppo etnico iraniano. Le manifestazioni attuali sono le più significative dal 2022, anno in cui la morte della ventiduenne Mahsa Amini, avvenuta durante la custodia della polizia, aveva scatenato un’ondata di proteste in tutto il paese. Sebbene le attuali manifestazioni non abbiano ancora raggiunto l’intero territorio nazionale e non abbiano la stessa intensità di quelle del 2022, il malcontento sociale è palpabile.

La violenza in aumento a Azna

La città di Azna, situata nella provincia del Lorestan, ha visto un aumento significativo della violenza. Circa 300 chilometri a sud-ovest di Teheran, Azna è stata teatro di scontri violenti, come documentato da video diffusi online, che mostrano oggetti in fiamme e spari in sottofondo, accompagnati da cori di protesta. L’agenzia di stampa semiufficiale Fars ha riportato la morte di tre persone, mentre altre fonti, comprese quelle pro-riforma, hanno confermato tali notizie. Tuttavia, i media statali non hanno fornito una copertura adeguata degli eventi, suscitando interrogativi sulla mancanza di informazioni più dettagliate sui disordini.

Proteste e repressione a Lordegan e Kouhdasht

In Lordegan, una città nella provincia di Chaharmahal e Bakhtiari, i manifestanti si sono radunati in strada, con il rumore di spari che si udiva in sottofondo. Video online hanno documentato la situazione, evidenziando la tensione crescente tra la popolazione e le autorità. Le proteste, alimentate da pressioni economiche, inflazione e fluttuazioni valutarie, riflettono una profonda preoccupazione per la sopravvivenza e il benessere della popolazione.

A Kouhdasht, oltre 400 chilometri a sud-ovest di Teheran, il procuratore locale Kazem Nazari ha annunciato l’arresto di 20 persone a seguito delle manifestazioni. Nonostante i provvedimenti di sicurezza, la situazione rimane instabile e la calma è solo temporaneamente tornata nella città. Le autorità continuano a monitorare la situazione, consapevoli che il malcontento popolare potrebbe sfociare in ulteriori manifestazioni nei prossimi giorni.

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