Transizione 5.0: Fapi esprime preoccupazione e chiede interventi immediati

Veronica Robinson

Gennaio 2, 2026

AgenPress. Il 12 gennaio 2025, il presidente nazionale della Federazione Autonoma delle Piccole Imprese (Fapi), Gino Sciotto, ha espresso preoccupazione riguardo alla configurazione attuale del piano Transizione 5.0. Secondo Sciotto, questo piano potrebbe non rispondere adeguatamente alle necessità delle piccole e medie imprese italiane. Nella sua dichiarazione, il presidente ha sottolineato le “evidenti criticità” presenti nella legge di Bilancio, in particolare per quanto riguarda la separazione degli investimenti.

Criticità del piano transizione 5.0

Sciotto ha spiegato un aspetto cruciale di questo piano: “Un singolo macchinario da 100 mila euro che soddisfa i requisiti 5.0 è sufficiente a far decadere la maggiorazione su un investimento complessivo da 5 milioni di euro”. Questo meccanismo, secondo il presidente della Fapi, penalizza gravemente le imprese, creando un ostacolo significativo per quelle di dimensioni più piccole.

Obiettivi e modalità operative

La Fapi, pur condividendo gli obiettivi di innovazione, sostenibilità e transizione energetica, ha messo in evidenza che le modalità operative previste dal piano sono eccessivamente complesse. I criteri di accesso risultano poco chiari e i tempi di attuazione rischiano di danneggiare il tessuto produttivo, che costituisce la spina dorsale dell’economia nazionale.

Richiesta di semplificazione

Sciotto ha continuato affermando che le piccole e medie imprese necessitano di strumenti semplici e immediatamente fruibili. Senza correttivi significativi, il piano Transizione 5.0 potrebbe rimanere un’opportunità solo teorica, rendendo difficile l’accesso per le aziende di minori dimensioni, già alle prese con costi elevati e un contesto economico incerto.

Appello al governo

In questo contesto, Sciotto ha lanciato un appello al Governo, chiedendo un confronto urgente con le istituzioni competenti. L’obiettivo è rendere il piano realmente inclusivo, semplificando le procedure e ampliando la platea dei beneficiari. È fondamentale garantire un supporto concreto alle imprese nel loro percorso di transizione.

Dialogo e coinvolgimento

La conclusione di Sciotto è chiara: “Solo attraverso il dialogo e il coinvolgimento delle rappresentanze datoriali sarà possibile trasformare Transizione 5.0 in una vera leva di sviluppo, competitività e crescita per l’intero sistema produttivo italiano.”

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