Unione Nazionale Consumatori critica il riordino delle accise sui carburanti: speculazioni in Sicilia e Umbria

Rosita Ponti

Gennaio 2, 2026

Il recente riordino delle accise sui carburanti, attuato il 1° gennaio 2025, ha suscitato un notevole interesse, rivelando situazioni divergenti tra le varie regioni italiane. In particolare, le regioni della SICILIA, UMBRIA e TOSCANA si sono distinte per un andamento dei prezzi che ha messo in difficoltà gli automobilisti. Questo scenario emerge dall’analisi condotta dall’Unione Nazionale Consumatori.

Il contesto del riordino delle accise

Il nuovo sistema di accise ha portato a un adeguamento dei prezzi dei carburanti, cercando di evitare le speculazioni che avevano caratterizzato il precedente riallineamento di maggio 2024. A differenza di allora, dove il GASOLIO aveva subito un incremento di prezzo mentre la BENZINA era rimasta invariata, ora le modifiche sono state applicate in modo uniforme. Nonostante ciò, la situazione nelle tre regioni menzionate ha mostrato un divario significativo tra i due tipi di carburante, con un aumento del gasolio che ha superato la diminuzione della benzina.

Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha sottolineato come l’esposto presentato nei mesi precedenti all’Antitrust, sebbene archiviato, abbia portato a una maggiore attenzione da parte delle compagnie petrolifere. Questo ha contribuito a mantenere sotto controllo le speculazioni, almeno per il momento.

Analisi dei prezzi in Sicilia, Umbria e Toscana

Nel periodo compreso tra il 31 dicembre 2024 e il 1° gennaio 2025, l’analisi dei prezzi ha evidenziato che in SICILIA la benzina ha registrato una diminuzione di soli 1,2 cent al litro, mentre il gasolio ha visto un incremento di 1,7 cent, generando un divario negativo di 0,5 cent. La UMBRIA segue con una diminuzione della benzina di 1 cent e un aumento del gasolio di 1,4 cent, portando a un differenziale di 0,4 cent. Infine, la TOSCANA si colloca al terzo posto con una benzina che scende di 2,1 cent e un gasolio che cresce di 2,2 cent, creando un divario di 0,1 cent.

Questi dati mostrano chiaramente che gli automobilisti in queste regioni stanno affrontando costi maggiori per il rifornimento, contrariamente alla media nazionale che ha visto un abbassamento dei prezzi della benzina e un incremento più moderato del gasolio.

Confronto con altre regioni e prospettive future

Se si esamina la situazione a livello nazionale, si nota che le regioni come l’ABRUZZO si sono distinte per il loro andamento virtuoso, registrando un miglioramento sia per la benzina che per il gasolio, con un divario negativo di ben 3,3 cent. Al contrario, la CAMPANIA ha visto una diminuzione della benzina di 1,2 cent, mentre altre regioni come LOMBARDIA e SARDEGNA hanno registrato un incremento del gasolio di 2 cent.

A partire dal 1° gennaio 2026, le accise sulla benzina subiranno una riduzione di 4,05 centesimi per litro, mentre il gasolio aumenterà dello stesso importo. Questo cambiamento porterà a un costo teorico differente di 2 euro e 47 cent per un pieno di 50 litri, creando un impatto significativo sul bilancio delle famiglie italiane. Nonostante ciò, il governo prevede un incremento del gettito fiscale derivante dai maggiori consumi di gasolio.

La situazione attuale e le prospettive future evidenziano un panorama complesso per gli automobilisti italiani, con differenze regionali che influenzano notevolmente i costi del carburante. L’attenzione rimane alta, poiché eventuali fluttuazioni dei prezzi potrebbero avere ripercussioni significative sull’economia domestica.

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