Intorno alle 2 del mattino del 2 gennaio 2025, la capitale venezuelana, Caracas, è stata scossa da almeno sette potenti esplosioni, accompagnate dal rombo di aerei che sorvolavano a bassa quota. Questo evento ha suscitato preoccupazione e allerta nella popolazione, in un contesto di tensioni crescenti tra il governo degli Stati Uniti, guidato dall’amministrazione Trump, e il Venezuela.
Reazione del governo venezuelano
Il governo venezuelano ha prontamente reagito, pubblicando una dichiarazione ufficiale in cui ha “respinto, condannato e denunciato” quelle che ha definito “una grave aggressione militare” da parte degli Stati Uniti. La nota evidenzia come tali azioni rappresentino una violazione della Carta delle Nazioni Unite, sottolineando in particolare gli articoli 1 e 2, che tutelano la sovranità degli Stati, l’uguaglianza giuridica e il divieto dell’uso della forza.
Avertimenti e minacce
Nella dichiarazione, il governo di Caracas ha avvertito che questo tipo di aggressione non solo mina la pace e la stabilità internazionale, ma rappresenta anche una minaccia diretta per la vita di milioni di persone in America Latina e nei Caraibi. Le autorità venezuelane hanno espresso la loro ferma opposizione a qualsiasi tentativo di interferenza esterna, sottolineando l’importanza del rispetto della sovranità nazionale.
Situazione attuale
Fino ad ora, non è stata ricevuta alcuna conferma da parte delle agenzie governative statunitensi riguardo a un possibile coinvolgimento nelle esplosioni di Caracas. La mancanza di dichiarazioni ufficiali da Washington ha alimentato ulteriormente le speculazioni e le preoccupazioni riguardo a una possibile escalation del conflitto tra i due paesi. La situazione rimane tesa, con il governo venezuelano che continua a monitorare da vicino gli <strongsviluppi e a prepararsi a rispondere a qualsiasi ulteriore provocazione.
