La situazione tra Mosca e Kiev si complica ulteriormente mentre l’8 gennaio 2025 si avvicina, data in cui gli ortodossi celebrano il Natale. Secondo quanto riferito dal Servizio di Intelligence Estero ucraino, il Cremlino starebbe preparando una “provocazione su larga scala” con l’intento di incolpare l’Ucraina e ostacolare i negoziati in corso con gli Stati Uniti. Questo scenario preoccupante si inserisce in un contesto di crescente tensione tra le due nazioni.
Il piano della provocazione russa
Le fonti dell’intelligence ucraina avvertono che il piano di Mosca potrebbe includere un attacco mirato a un luogo di culto o a un sito di grande valore simbolico, con possibili vittime civili. La strategia prevede l’uso di detriti di droni di origine occidentale, recuperati lungo la linea del fronte, per far apparire l’operazione come un’azione ucraina. Questa manovra, definita come una classica operazione false flag, avrebbe come obiettivo quello di giustificare una nuova escalation del conflitto, alimentando la propaganda interna russa e cercando di ottenere il supporto della comunità internazionale.
Le dichiarazioni sul presunto attacco a Putin
Nel frattempo, Mosca continua a sostenere di aver subito un attacco alla residenza presidenziale di Novgorod, avvenuto alla fine dell’anno scorso. Nonostante la CIA non abbia trovato prove a sostegno di queste affermazioni, Igor Kostyukov, a capo della Direzione Generale dello Stato Maggiore russo, ha dichiarato di aver inviato a Washington i dati di navigazione di un drone ucraino abbattuto. Secondo Kostyukov, la decodifica della memoria del drone confermerebbe che l’obiettivo era il complesso presidenziale, con l’intento di influenzare l’amministrazione Trump e minare il supporto americano a Kiev.
Le conseguenze della guerra sui civili e i successi militari
La situazione sul campo di battaglia continua a essere drammatica. La Russia ha denunciato la morte di 27 persone, inclusi due bambini, in un attacco a Khorly, un villaggio nella regione di Kherson. Dall’altro lato, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato Mosca di essere l’unico ostacolo alla pace, affermando che continuano a perpetrarsi attacchi nonostante gli sforzi diplomatici globali. Recentemente, la città di Kharkiv ha subito due attacchi missilistici in una zona residenziale, provocando almeno 25 feriti, mentre sono stati segnalati ulteriori raid a Zaporizhzhia. Sul fronte militare, il Ministero della Difesa russo ha rivendicato la conquista di nove insediamenti nell’ultima settimana, segnalando un’intensificazione delle operazioni.
Cambiamenti ai vertici politici di Kiev
In risposta a questa fase critica, il presidente Zelensky ha effettuato un rimpasto ai vertici dello Stato. Kyrylo Budanov, ex capo dell’intelligence militare, è stato nominato nuovo capo dell’Ufficio Presidenziale, subentrando a Andriy Yermak, dimessosi a novembre a causa di uno scandalo di corruzione. Budanov verrà sostituito alla guida dell’intelligence da Oleh Ivashchenko. Zelensky ha dichiarato che l’Ucraina ha bisogno di una maggiore attenzione alla sicurezza e al percorso diplomatico dei negoziati, sottolineando che Budanov possiede l’esperienza e la determinazione necessarie per affrontare questa delicata transizione.
