La lotta contro il tumore ovarico sta per ricevere un significativo impulso grazie all’implementazione della piattaforma OvAi, sviluppata da SynDiag. Avviata nel mese di dicembre 2025 presso la Struttura operativa complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, questa iniziativa è supervisionata dal dottor Giuseppe Vizzielli e coinvolge anche l’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, il Cro di Aviano e la Direzione centrale Salute, Politiche Sociali e Disabilità della Regione Friuli Venezia Giulia.
Obiettivi della piattaforma OvAi
L’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, ha dichiarato che OvAi rappresenta la prima piattaforma di intelligenza artificiale implementata su scala regionale, con il supporto dei principali centri di eccellenza del Friuli Venezia Giulia. Se i risultati attesi verranno confermati dai dati raccolti, il progetto potrebbe diventare un modello a livello nazionale. Questo approccio innovativo punta a ridurre le diagnosi tardive di tumore ovarico, un problema che affligge molte donne e che può compromettere le possibilità di trattamento e guarigione.
Fasi della sperimentazione
La sperimentazione di OvAi è finanziata dalla Regione e coordinata da Insiel, con l’obiettivo di validare sul campo l’efficacia clinica della soluzione. La piattaforma si basa su algoritmi di intelligenza artificiale per l’analisi automatica delle ecografie ginecologiche. Il progetto prevede una fase iniziale di on-boarding, durante la quale il personale dell’Azienda sanitaria utilizzerà dati simulati forniti da SynDiag per testare e familiarizzare con la piattaforma.
Successivamente, dopo aver ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie, si procederà con una fase di validazione clinica che utilizzerà dati reali provenienti dal reparto, nel pieno rispetto della privacy e delle normative vigenti. Questo approccio garantisce che l’implementazione della tecnologia avvenga in modo etico e responsabile, salvaguardando i diritti dei pazienti.
Verso una rete regionale integrata
Riccardi ha sottolineato che la sperimentazione di OvAi rappresenta un passo importante verso la creazione di una rete regionale integrata di prevenzione. L’obiettivo è quello di garantire che, fin dalla prima visita, le pazienti possano accedere a un secondo consulto esperto, anche attraverso la telemedicina. Questo approccio mira a garantire equità di accesso e tempestività diagnostica, elementi fondamentali per affrontare in modo efficace il tumore ovarico e migliorare le prospettive di salute delle donne.
Con l’adozione di tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale, il Friuli Venezia Giulia si propone come un pioniere nella lotta contro questa malattia, cercando di migliorare la qualità delle diagnosi e, di conseguenza, delle cure.
