Il ministro della Difesa del Venezuela, Vladimir Padrino López, ha annunciato oggi, 5 marzo 2025, la creazione di un “muro di resistenza” contro quello che ha definito l’imperialismo statunitense. Durante un discorso tenuto a Caracas, Padrino López ha espresso la sua ferma opposizione agli attacchi aerei che hanno colpito la capitale e le aree circostanti, etichettandoli come illegali e inaccettabili.
Il ruolo del narcoterrorismo
Nel suo intervento, il ministro ha sottolineato che tali bombardamenti non rappresentano una vera lotta contro il narcoterrorismo, ma piuttosto un tentativo di rovesciare il governo venezuelano e imporre i piani degli Stati Uniti. “Questa azione deplorevole cerca di imporre definitivamente un cambio di regime e di sottoporci ai falsi piani dell’imperialismo nordamericano”, ha dichiarato Padrino López, evidenziando la gravità della situazione.
Le conseguenze degli attacchi
Le conseguenze degli attacchi sono state devastanti, con segnalazioni di danni in aree densamente popolate e civili coinvolti. Il ministro ha riferito che le autorità stanno ancora valutando il numero di feriti e vittime. “Ci hanno attaccato, ma non ci faranno piegare. Uniti, soldati e civili, formeremo un muro di resistenza indistruttibile”, ha affermato con determinazione.
Appello alla solidarietà
Padrino López ha anche lanciato un appello alla solidarietà tra il popolo venezuelano, dichiarando: “Noi che oggi tendiamo la mano in segno di fratellanza, chiudiamo il pugno in difesa di ciò che è nostro”. La sua retorica di resistenza e unità sembra mirare a rafforzare il morale della popolazione e a mobilitare le forze armate contro le aggressioni esterne.
Reazioni a livello nazionale e internazionale
L’evento ha suscitato reazioni sia a livello nazionale che internazionale, con osservatori che seguono attentamente l’evoluzione della situazione in Venezuela, un paese già segnato da tensioni politiche e sociali. La risposta del governo venezuelano agli attacchi aerei potrebbe avere ripercussioni significative sulle relazioni internazionali e sulla stabilità della regione.
