Il tragico incendio avvenuto nella notte di Capodanno al bar Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera, ha causato un bilancio definitivo di 47 vittime. Le autorità locali stanno attualmente indagando sulle cause del rogo, focalizzandosi in particolare sulla schiuma insonorizzante che potrebbe aver contribuito all’accaduto. Nel frattempo, sono emerse notizie inquietanti riguardo l’uso di candele pirotecniche durante i festeggiamenti, che potrebbero aver innescato l’incendio.
Il bilancio delle vittime e le indagini in corso
Il 1° gennaio 2026, il bilancio delle vittime è salito a 47, con 119 feriti, di cui 11 italiani. La Procura ha aperto un’inchiesta, e le prime ipotesi di reato comprendono omicidio colposo e lesioni personali. Il vicepremier italiano, Antonio Tajani, ha visitato il luogo della tragedia e ha espresso preoccupazione per il funzionamento delle misure anti-incendio e delle uscite di emergenza, che non sembrano aver funzionato adeguatamente.
Le testimonianze dei proprietari del locale
Jacques Moretti, proprietario del bar, ha dichiarato di essere sotto shock e di non riuscire a mangiare o dormire. Ha confermato che il locale era stato ispezionato più volte negli ultimi dieci anni e che tutte le normative erano state rispettate. Moretti ha anche sottolineato la sua intenzione di collaborare con le autorità per chiarire le cause dell’incendio, affermando: “Faremo tutto il possibile per contribuire a chiarire le cause”.
Dinamicità dell’incendio e responsabilità individuale
Le indagini hanno rivelato che il rogo potrebbe essere stato innescato accidentalmente da una candela pirotecnica. Un’immagine pubblicata da un media svizzero mostra una persona con una bottiglia contenente un dispositivo pirotecnico, vicino al soffitto del locale, dove il materiale infiammabile potrebbe aver facilitato la propagazione delle fiamme. Se confermata, questa ricostruzione porterebbe a interrogativi sulla responsabilità individuale e sulla gestione dei rischi in eventi pubblici.
Il racconto dei soccorritori e delle vittime
Eric Bonvin, direttore dell’Ospedale del Vallese, ha riportato che molti giovani sono stati feriti nel tentativo di salvare altre persone. Oltre alle ustioni, molti hanno riportato traumi da schiacciamento e soffocamento. La situazione è stata descritta come un vero e proprio momento di panico, con le persone che cercavano disperatamente di fuggire dal locale.
Trasferimenti di pazienti e assistenza alle famiglie
Le autorità svizzere hanno annunciato che, a causa della gravità delle ustioni, circa 50 pazienti saranno trasferiti in ospedali specializzati all’estero, inclusi Belgio, Francia, Germania e Italia. Il governo italiano ha attivato una task force per supportare le famiglie delle vittime e dei feriti, mentre il personale diplomatico è presente nelle varie città svizzere per fornire assistenza.
La situazione dei dispersi e la risposta delle autorità
Tra i dispersi ci sono sei ragazzi italiani, tra cui Giovanni Tamburi, 16 anni, e Emanuele Galeppini, 17 anni. Le famiglie stanno vivendo momenti di ansia e attesa, mentre le autorità italiane e svizzere collaborano per fornire aggiornamenti sulla situazione.
Le indagini proseguono, con un forte impegno delle autorità svizzere per garantire che vengano rispettati i diritti delle vittime e delle loro famiglie. La tragedia di Crans-Montana ha scosso profondamente non solo la comunità locale, ma anche l’intero paese, sollevando interrogativi sulla sicurezza nei luoghi di intrattenimento e sulla necessità di misure preventive più rigorose.
