Nel contesto attuale della lotta contro le malattie respiratorie, l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato un insieme di sette domande e risposte fondamentali per affrontare l’emergenza sanitaria, che si intensifica durante l’inverno del 2025. Questo periodo è caratterizzato da un aumento dei contagi, con particolare attenzione all’uso di terapie e misure di prevenzione. Le informazioni fornite sono essenziali per comprendere meglio come proteggersi e gestire le infezioni respiratorie.
Circolazione di agenti patogeni respiratori
Con l’arrivo della stagione invernale, si verifica un incremento della diffusione di diversi agenti patogeni respiratori, sia di origine virale che batterica. Questo fenomeno è principalmente dovuto alla maggiore permanenza in ambienti chiusi, che facilita la trasmissione delle malattie. Tra i virus più comuni troviamo l’influenza, il SARS-CoV-2, il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) e i Rhinovirus, responsabili del raffreddore comune. La combinazione di temperature basse e affollamento in spazi ristretti crea un terreno fertile per la diffusione di queste infezioni.
Modalità di trasmissione dei virus respiratori
I virus respiratori, pur essendo presenti durante tutto l’anno, si propagano più facilmente durante l’inverno. La trasmissione avviene principalmente attraverso l’aria, mediante le goccioline di saliva emesse durante la tosse, lo starnuto o anche semplicemente parlando. Queste goccioline possono essere inalate da individui nelle vicinanze, in particolare in ambienti affollati. Inoltre, il contagio può avvenire per contatto diretto con persone infette, ad esempio toccando superfici contaminate e poi portando le mani a bocca, naso o occhi. È fondamentale essere consapevoli di queste modalità di trasmissione per adottare misure preventive efficaci.
Strategie di prevenzione delle infezioni respiratorie
La vaccinazione rappresenta la strategia principale per prevenire le infezioni da virus respiratori, in particolare per quelli per cui è disponibile un vaccino. Questa misura riduce non solo il rischio di contrarre la malattia, ma anche la probabilità di sviluppare sintomi gravi o complicanze, come polmoniti e necessità di ricovero. Oltre alla vaccinazione, è cruciale mantenere una buona igiene personale, che include il lavaggio frequente delle mani e l’adozione di pratiche di igiene respiratoria, come coprirsi la bocca e il naso durante i colpi di tosse o starnuti. È consigliabile restare a casa in caso di sintomi respiratori e limitare il contatto con persone malate.
Statistiche sulle infezioni respiratorie
Ogni anno, il sistema di sorveglianza monitora le infezioni respiratorie virali. Si stima che tra i 12 e i 16 milioni di persone in Italia siano colpite da infezioni respiratorie, senza possibilità di prevedere in anticipo l’intensità della stagione. Storicamente, il picco di incidenza delle infezioni si verifica tra la fine di dicembre e la fine di febbraio, rendendo difficile anticipare il momento in cui si raggiungerà il massimo numero di contagi. Queste informazioni sono vitali per la pianificazione delle risorse sanitarie e la sensibilizzazione della popolazione.
Uso degli antibiotici e test diagnostici
È importante chiarire che gli antibiotici non sono efficaci contro virus come quelli dell’influenza o del COVID-19. L’uso inappropriato di antibiotici può contribuire allo sviluppo di resistenza batterica, rendendo più complicata la cura di future infezioni. Gli antibiotici devono essere assunti solo su prescrizione medica per infezioni batteriche confermate. In merito ai test diagnostici, al momento non esistono obblighi legali per effettuare tamponi per il COVID-19, ma è possibile farlo previa consultazione con il medico di base o il pediatra, specialmente in presenza di sintomi respiratori.
Funzionamento del sistema di sorveglianza
Il sistema di sorveglianza delle infezioni respiratorie è coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità , in collaborazione con la Direzione Generale della Prevenzione sanitaria del Ministero della Salute e le Regioni. Attivo dal 1999, questo sistema si avvale di una rete di pediatri di libera scelta e medici di medicina generale, definiti medici sentinella. Questo approccio integrato consente un monitoraggio costante delle infezioni e una risposta tempestiva alle emergenze sanitarie, contribuendo a proteggere la salute pubblica.
