Idf: “Colpito un lanciarazzi a Gaza, pronto per l’uso imminente”

Veronica Robinson

Gennaio 4, 2026

Secondo le dichiarazioni rilasciate dall’esercito israeliano, un attacco mirato ha colpito un lanciarazzi che si trovava all’interno di un “pozzo di Hamas” nel Nord di Gaza. Questo evento è avvenuto mentre il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha richiesto a Israele di revocare il divieto imposto alle organizzazioni non governative operanti nella regione.

Attacco dell’esercito israeliano a Gaza

Il 29 ottobre 2025, l’esercito israeliano ha comunicato di aver eseguito un “attacco preciso” contro un lanciarazzi situato nel Nord di Gaza. Secondo quanto riportato dal quotidiano Haaretz, il lanciarazzi era “carico e pronto al lancio” verso il Sud di Israele. Le forze armate israeliane hanno specificato che il dispositivo era stato utilizzato e attrezzato da Hamas dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco, evidenziando che tale azione rappresenta una “palese violazione” dell’accordo di tregua. Questo attacco si inserisce in un contesto di crescente tensione e conflitto tra le due parti, con l’esercito israeliano che continua a giustificare le sue operazioni come necessarie per la sicurezza nazionale.

Richiesta di Guterres sulle operazioni umanitarie

Il Segretario Generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha espresso forte preoccupazione riguardo alla decisione del governo israeliano di sospendere le operazioni di diverse organizzazioni internazionali non governative nei territori palestinesi occupati. In una dichiarazione rilasciata il 29 ottobre 2025 dal suo portavoce, Stéphane Dujarric, Guterres ha chiesto la revoca di tali misure, sottolineando l’importanza delle organizzazioni non governative per le attività umanitarie. La sospensione, ha avvertito, potrebbe compromettere il fragile progresso ottenuto con il cessate il fuoco e aggravare ulteriormente la già critica situazione umanitaria a Gaza. Guterres ha anche ribadito che Israele deve garantire e facilitare il passaggio rapido e senza ostacoli degli aiuti umanitari ai civili, in conformità con gli obblighi di diritto internazionale.

Manifestazioni a Tel Aviv per una commissione d’inchiesta

Il 29 ottobre 2025, a Tel Aviv, un gruppo di cittadini israeliani ha partecipato a una manifestazione chiedendo l’istituzione di una commissione d’inchiesta indipendente sugli eventi del 7 ottobre 2023, quando Hamas ha lanciato un attacco contro Israele. I manifestanti hanno denunciato la mancanza di responsabilità da parte del governo guidato dal primo ministro Benjamin Netanyahu riguardo a quell’evento, che ha innescato la guerra a Gaza. Tra le preoccupazioni espresse, vi è il ritardo nel recupero dei resti dell’ultimo ostaggio israeliano, l’agente di polizia Ran Gvili, la cui restituzione è considerata cruciale per un piano di pace mediato dagli Stati Uniti.

Israele e l’operazione degli Stati Uniti in Venezuela

Il governo israeliano ha accolto con favore l’operazione condotta dagli Stati Uniti in Venezuela, guidata dal presidente Donald Trump. In un messaggio pubblicato su X, il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, ha affermato che Israele sostiene il popolo venezuelano nella sua lotta contro la tirannia di Maduro. Questa posizione evidenzia l’impegno di Israele nel sostenere i movimenti democratici a livello globale, sottolineando un momento cruciale nella geopolitica del Medio Oriente e oltre.

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