Una donna di 69 anni è stata sottoposta a un intervento chirurgico complesso, durato circa sei ore, presso l’ospedale Sant’Anna di Torino. Il 23 dicembre 2025, la paziente è stata operata per la rimozione di un tumore ovarico di ben 6 chilogrammi, con un diametro di 28 centimetri, il cui volume era paragonabile a quello di una gravidanza gemellare a termine.
Intervento e necessità urgente
Fino a pochi giorni prima dell’intervento, Daniela non mostrava segni di sofferenza. Tuttavia, la presenza di una seconda neoplasia intestinale ha iniziato a comprimere il colon, causando sintomi acuti e improvvisi, culminando in una grave sofferenza intestinale. Questi sintomi critici hanno reso necessario un intervento immediato e ben coordinato da parte di un team multidisciplinare composto da ginecologi oncologi, chirurghi, anestesisti, gastroenterologi, anatomopatologi, radiologi, infermieri e altri operatori sanitari.
Responsabilità e coordinamento
La responsabilità della cura di Daniela era stata assunta dalla Chirurgia ginecologica mininvasiva dell’ospedale Sant’Anna, sotto la direzione del dottor Paolo Petruzzelli, che ha definito il caso come un evento “normalmente eccezionale”. La Radiologia ha fornito immagini preoperatorie fondamentali per la pianificazione dell’intervento. Sono stati attivati i servizi della Città della salute e della scienza di Torino, inclusi il Centro accoglienza e servizi e il Gruppo interdisciplinare di cura, per definire il percorso terapeutico più adatto. Un ruolo centrale è stato svolto dall’équipe di Anestesia e Rianimazione, guidata da Mariella Maio. È stata coinvolta anche Anna Opramolla, della Gastroenterologia ed endoscopia digestiva dell’ospedale Regina Margherita, senza preavviso.
Dettagli dell’intervento
Durante l’intervento, le consulenze ripetute dell’Anatomia patologica, gestite da Margherita Goia, hanno confermato la natura neoplastica sia della massa ovarica che della lesione del colon sigma. A questo punto, la Chirurgia d’urgenza dell’ospedale Molinette, guidata da Mauro Santarelli, ha preso in carico il caso, procedendo con la radicalizzazione sul versante intestinale e completando l’intervento. Michela Chiadò, operatrice senior della Chirurgia Mininvasiva, ha accompagnato Daniela lungo tutto il percorso, partecipando attivamente all’operazione.
Risultati e riflessioni
I medici e il direttore sanitario di presidio, Umberto Fiandra, hanno sottolineato che casi come questo, sebbene rari, sono emblematici, poiché dimostrano come la tempestività , la competenza e il lavoro di squadra possano fare la differenza in situazioni di emergenza. Il direttore generale, Livio Tranchida, ha evidenziato come la Città della salute e della scienza di Torino abbia messo a disposizione tutte le competenze mediche necessarie per affrontare le diverse sfide di questo particolare caso clinico.
