Israele blocca 37 Ong, Caritas esprime speranza per assistenza futura

Rosita Ponti

Gennaio 4, 2026

La situazione nella Striscia di Gaza continua a destare profonda preoccupazione. Danilo Feliciangeli, responsabile della Caritas per il Medio Oriente, ha recentemente espresso la sua opinione sulla crisi umanitaria in corso, sottolineando che le condizioni rimangono “drammatiche”. Le sue dichiarazioni sono arrivate in un contesto di crescente tensione, dove il governo di Israele ha deciso di sospendere le operazioni di 37 organizzazioni umanitarie di rilevanza internazionale, tra cui la Caritas stessa.

Le restrizioni imposte da Israele

Il 4 gennaio 2026, Feliciangeli ha discusso con il giornalista Riccardo Cavaliere riguardo alle conseguenze delle recenti decisioni israeliane. La sospensione delle attività delle organizzazioni umanitarie ha avuto un impatto significativo sulla possibilità di fornire assistenza a milioni di persone che vivono in condizioni di estrema vulnerabilità. Le restrizioni non solo limitano l’accesso agli aiuti, ma complicano ulteriormente la già difficile situazione sanitaria e sociale della popolazione gazese.

La Caritas, insieme ad altre organizzazioni, ha sempre svolto un ruolo cruciale nel fornire supporto alimentare, sanitario e psicologico a chi vive nella Striscia. La decisione di Israele di bloccare queste operazioni ha sollevato interrogativi sulle motivazioni dietro a tali azioni e sulle conseguenze a lungo termine per la popolazione civile. Feliciangeli ha evidenziato come la comunità internazionale debba restare vigile e attiva nel denunciare queste misure restrittive, che colpiscono indiscriminatamente le persone più vulnerabili.

Le conseguenze umanitarie

La crisi umanitaria a Gaza non è nuova, ma le recenti restrizioni hanno aggravato ulteriormente una situazione già critica. Con l’accesso limitato agli aiuti, i cittadini di Gaza si trovano a fronteggiare carenze di cibo, medicine e beni di prima necessità. Feliciangeli ha descritto la realtà quotidiana di molte famiglie che lottano per soddisfare i bisogni fondamentali, mentre gli ospedali sono sovraccarichi e privi delle risorse necessarie per affrontare le emergenze.

L’assenza di un intervento umanitario adeguato potrebbe portare a conseguenze devastanti. Le malattie infettive, la malnutrizione e i traumi psicologici sono solo alcune delle problematiche che affliggono la popolazione. La Caritas e altre organizzazioni stanno cercando di fare il possibile per alleviare le sofferenze, ma le loro capacità sono fortemente limitate dalle recenti decisioni politiche.

Feliciangeli ha invitato la comunità internazionale a non voltare le spalle a Gaza, ricordando che la solidarietà e l’assistenza umanitaria devono essere garantite a prescindere dalle circostanze politiche. La situazione richiede un’attenzione continua e un impegno concreto per garantire che gli aiuti possano arrivare a chi ne ha più bisogno.

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