“Mi diceva: sei morta”, la testimonianza della ragazza aggredita dall’indagato per l’omicidio di Aurora Livoli

Veronica Robinson

Gennaio 4, 2026

Una giovane studentessa ha vissuto un’esperienza drammatica nelle stazioni della metropolitana di Milano il 15 marzo 2025. Mentre attendeva l’arrivo del treno, è stata aggredita da un uomo che ha tentato di silenziarla per evitare che chiedesse aiuto. La ragazza, nonostante il panico, ha trovato la forza di reagire e ha deciso di alzare la voce.

La reazione della studentessa

“Ho sentito che il metrò stava arrivando e lui se n’è accorto. Mi ha coperto la bocca con una mano per impedirmi di urlare“, ha raccontato la studentessa. In un momento di lucidità, ha pensato che se fosse riuscita a farsi sentire, qualcuno sarebbe intervenuto. Così, ha rimosso la mano dall’osso e ha iniziato a urlare, attirando l’attenzione dei passanti. “Ho pensato che se le persone escono e mi sentono, verranno di sicuro”, ha aggiunto.

La fuga dell’aggressore

La reazione improvvisa ha colto di sorpresa l’aggressore, che ha tentato di fuggire. Con determinazione, la giovane è riuscita a spingerlo via e a strappare il suo telefono dalle mani. Mentre il malintenzionato si allontanava, ha continuato a chiedere aiuto, esortando le persone a fermarlo. “Lui scappava dicendo solo ‘è mia moglie'”, ha spiegato la ragazza, sottolineando la confusione e il terrore del momento.

Il supporto dei passanti

Fortunatamente, la prontezza della studentessa ha permesso di attirare l’attenzione di alcuni passanti, che sono accorsi in suo aiuto. Questo episodio mette in evidenza l’importanza della reazione e della solidarietà in situazioni di emergenza, dimostrando che anche nei momenti più bui è possibile trovare il coraggio di reagire e chiedere aiuto.

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