La situazione in Algeria è diventata critica a causa della mancanza di carburante, una crisi iniziata il 31 dicembre 2024, quando un improvviso sciopero da parte dei camionisti ha interrotto l’approvvigionamento delle stazioni di servizio. Questo sciopero ha influenzato negativamente i depositi di carburanti e gas di petrolio liquefatto, creando notevoli disagi per la popolazione. La compagnia pubblica Naftal, controllata dal gruppo statale Sonatrach, ha confermato l’interruzione del servizio, sottolineando le difficoltà nel garantire il servizio pubblico.
Motivazioni dello sciopero dei camionisti
I camionisti algerini hanno scelto di non riprendere il lavoro per protestare contro le nuove misure restrittive introdotte dal Codice della strada e per l’aumento del prezzo della benzina, in vigore dal 1 gennaio 2025. Diverse province dell’est dell’Algeria, come Costantina, Skikda, Mila, Jijel, Batna, Bordj Bou Arreridj e M’sila, sono state colpite da uno sciopero parziale che ha coinvolto anche gli autobus del trasporto passeggeri, sia interprovinciali che urbani.
Il sindacato degli autisti ha dichiarato che la protesta è alimentata dalle disposizioni più severe del nuovo Codice della strada, in particolare quelle che riguardano i reati di omicidio stradale e le sanzioni pecuniarie, che possono superare la metà del salario nazionale minimo garantito, attualmente fissato a 24 mila dinari (circa 160 euro). Inoltre, i proprietari degli autobus hanno espresso la necessità di rivedere le tariffe a seguito dell’improvviso aumento dei prezzi dei carburanti, tra cui gasolio, benzina e GPL.
Naftal ha chiesto ai lavoratori di riprendere le operazioni di rifornimento e distribuzione, avvertendo che in caso di persistenza dello sciopero potrebbero essere avviati procedimenti legali e rescissioni di contratti.
Tensioni diplomatiche tra Algeria e Emirati Arabi Uniti
Negli ultimi tempi, l’Algeria ha visto un deterioramento delle sue relazioni con gli Emirati Arabi Uniti. Il presidente Abdelmadjid Tebboune ha espresso critiche nei confronti di Abu Dhabi, accusandoli di contribuire all’instabilità in Sudan, Libia, Yemen e nella regione del Sahel. Nell’ottobre 2024, il leader algerino ha affermato che le relazioni con i Paesi del Golfo sono generalmente positive, tranne che con uno, senza specificare quale. Questa situazione potrebbe portare a una rottura diplomatica, secondo fonti locali come il quotidiano El Khabar, vicino alla presidenza algerina.
Le tensioni politiche sono attribuite a comportamenti ritenuti ostili da parte degli Emirati e al presunto sostegno a gruppi separatisti, in particolare al Movimento per l’Autodeterminazione della Cabilia (MAC), considerato dalle autorità algerine un’organizzazione terroristica. Secondo El Khabar, ci sarebbero indagini in corso in Francia su presunti finanziamenti emiratini al MAC, ma non è chiaro se queste siano condotte dalle autorità francesi o algerine. Si sospetta inoltre che Abu Dhabi abbia fornito supporto a elementi contrari all’unità nazionale algerina, esercitando pressioni sulla Francia per facilitare la loro presenza sul territorio.
Attacco sventato in Tunisia
Nella giornata di ieri, la polizia tunisina ha sventato un attacco terroristico al mercato settimanale di Feriana, situato al confine con l’Algeria, nell’area di Kasserine, nota per i suoi problemi di sicurezza legati a reti di contrabbando e gruppi armati jihadisti. Durante l’operazione, le forze dell’ordine hanno ucciso un sospetto estremista, identificato come il “pericoloso Sadiq al Abidi”, e hanno arrestato un suo complice, impedendo così la realizzazione di un attacco che avrebbe potuto causare gravi danni alla popolazione locale.
