Dopo l’operazione in Venezuela, Medvedev avverte Zelensky: “Potrebbe finire come Maduro”

Veronica Robinson

Gennaio 5, 2026

Nonostante l’attenzione internazionale sia focalizzata su Caracas a causa dell’intervento militare statunitense, la guerra in Ucraina non si arresta. Da due giorni, i media globali coprono in modo predominante gli eventi in Venezuela, mentre sul campo di battaglia ucraino le forze di Vladimir Putin continuano a guadagnare terreno nelle regioni chiave di Donetsk e Kharkiv. Dmitry Medvedev, figura di spicco del Cremlino, ha colto l’occasione per lanciare una provocazione al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, suggerendo che potrebbe subire un destino simile a quello di Nicolás Maduro, a seguito dell’intervento americano. In risposta, le forze ucraine hanno intensificato le loro operazioni, lanciando droni su Mosca, il che ha portato alla chiusura parziale degli aeroporti della capitale russa.

Riunione dei volenterosi a Parigi

In un contesto di conflitto, la diplomazia continua a muoversi per preparare il vertice dei leader dei Volenterosi, previsto per martedì 7 ottobre 2025 a Parigi. Prima di questo incontro, sono programmati colloqui tra consiglieri della sicurezza e capi di stato maggiore, i cui risultati preliminari indicano progressi nel definire le garanzie di sicurezza per Kiev. Tuttavia, rimane irrisolto il problema dei territori contesi, lasciando aperte diverse questioni cruciali.

Strategie russe in evoluzione

Le forze russe stanno attuando nuove strategie sul campo, secondo quanto riportato dal think tank americano ISW. Gli analisti segnalano un cambiamento nelle tattiche, con una crescente enfasi su attacchi aerei mirati per distruggere le reti logistiche ucraine, seguiti da operazioni di fanteria d’assalto e sabotaggio. Questa evoluzione implica una diminuzione dell’uso massiccio di unità corazzate e soldati, consentendo alle forze russe di avanzare ulteriormente, soprattutto nel Donbass. Dall’altro lato, Kiev sta cercando di sfruttare al meglio i droni prodotti localmente per esercitare pressione oltre i confini. Le autorità russe hanno dichiarato di aver abbattuto almeno 25 droni diretti verso Mosca, causando interruzioni significative nel traffico aereo negli aeroporti della capitale.

Prospettive diplomatiche e piano di pace

Il lavoro degli alleati di Kiev prosegue sulla bozza del piano di pace, spinto dai recenti progressi nelle relazioni militari tra Ucraina e Stati Uniti. Dopo un incontro a Kiev con circa venti consiglieri di paesi NATO, tra cui Italia, il presidente Zelensky ha partecipato a discussioni che hanno portato a significativi sviluppi nella definizione delle garanzie di sicurezza e nei meccanismi di monitoraggio che potrebbero entrare in vigore con un eventuale cessate il fuoco. Sul tavolo rimangono varie opzioni per la questione dei territori, come il congelamento del fronte, l’istituzione di una zona demilitarizzata o la creazione di una zona economica speciale. Tuttavia, trovare una soluzione soddisfacente per Kiev continua a essere complesso, a causa della rigidità di Mosca riguardo al Donbass.

Il vertice dei leader, fissato per il 6 ottobre 2025 a Parigi, sarà un’importante occasione per valutare l’attuale situazione e le prospettive future del conflitto.

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