Il 6 gennaio si avvicina e con esso l’Epifania, un momento che, secondo l’analisi di Confcooperative, si tradurrà in una spesa complessiva di circa 2,4 miliardi di euro, segnando un incremento di 100 milioni rispetto all’anno precedente. Questo dato, tuttavia, rivela una crescente polarizzazione nei comportamenti di acquisto degli italiani. Infatti, mentre il 68% della popolazione si dichiara intenzionato a limitare le spese dopo le festività natalizie, il 22% ha deciso di aumentare il budget destinato ai regali per la Befana, puntando su articoli di maggiore qualità . Solo il 10% degli italiani manterrà le proprie abitudini di spesa.
I consumi da nord a sud
In Italia, circa due terzi della popolazione parteciperà all’acquisto di regali, con notevoli differenze tra le diverse aree geografiche. Al Sud, i giocattoli la fanno da padrone, con una crescita delle preferenze per articoli tecnologici e interattivi, che rappresentano il 62% delle scelte. Tra i prodotti più richiesti ci sono robot educativi, tablet per bambini e giochi per console.
Al Centro, i tradizionali dolciumi nelle calze restano popolari, con il 42% delle preferenze, ma si registra anche un aumento delle esperienze, come laboratori creativi per bambini e visite a musei, che hanno visto una crescita del 15% rispetto all’anno scorso. Al Nord, l’abbigliamento si conferma il regalo più ambito, conquistando il 48% delle scelte.
Turismo
Un altro aspetto significativo è il turismo legato all’Epifania. Circa 8 milioni di italiani hanno scelto di partire durante questo periodo, con una netta preferenza per le destinazioni nazionali, che rappresentano circa il 90% delle scelte. I borghi storici, le località montane, le terme e le città d’arte sono tra le mete più ambite.
Tuttavia, l’analisi di Confcooperative mette in evidenza anche le difficoltà che accompagnano queste festività . Circa 10 milioni di italiani vivono in condizioni di povertà , sia assoluta che relativa, e il ceto medio si mostra sempre più preoccupato per il proprio potere d’acquisto, schiacciato da prezzi elevati e redditi che non riescono a tenere il passo con l’inflazione.
