Il petrolio venezuelano suscita l’interesse di Trump e delle sue politiche

Rosita Ponti

Gennaio 5, 2026

Le trivellazioni nel sottosuolo venezuelano potrebbero proseguire indefinitamente, rivelando riserve di petrolio tra le più consistenti a livello globale. Il Venezuela detiene infatti 303 miliardi di barili, corrispondenti al 17% delle riserve mondiali. Attualmente, la Cina si configura come il principale acquirente di questo prezioso combustibile.

Interesse delle compagnie americane

Il presidente Donald Trump ha più volte menzionato il termine “petrolio” in relazione all’attacco subito dal Paese sudamericano. Le sue dichiarazioni evidenziano l’interesse delle compagnie americane a investire in Venezuela: “Le compagnie americane arriveranno, spenderanno miliardi, aggiusteranno le infrastrutture e inizieranno a fare soldi per il Paese“.

Difficoltà nell’estrazione

Tuttavia, l’operazione di estrazione non si presenta priva di difficoltà. Attualmente, il Venezuela estrae circa 1 milione di barili al giorno, un numero ben lontano dai 3,5 milioni di barili prodotti in passato. In confronto, gli Stati Uniti riescono a produrre 13 milioni di barili quotidianamente.

Caratteristiche del petrolio venezuelano

Il petrolio venezuelano è noto per la sua densità, rendendo necessaria l’adozione di processi specifici per la sua lavorazione, processi che risultano altamente inquinanti. Gli esperti avvertono che chi decide di investire in Venezuela deve tener conto di un contesto di instabilità e insicurezza. Le compagnie americane sono pienamente consapevoli di queste problematiche. Le prime concessioni petrolifere, assegnate alle cosiddette “sette sorelle”, risalgono agli anni ’20 del secolo scorso, ma attualmente solo Chemron è attiva nel Paese. Il Venezuela, nel 1960, è stato tra i fondatori dell’Opec, l’organizzazione dei principali produttori di petrolio. Tuttavia, nel 1976 ha avviato un processo di nazionalizzazione delle produzioni, accelerato durante le presidenze di Hugo Chavez e Nicolás Maduro. In risposta a queste politiche, sono state imposte sanzioni da parte degli Stati Uniti durante la prima amministrazione Trump, portando anche all’estromissione del Venezuela dall’Opec.

Legami con la Cina

Negli ultimi anni, il Venezuela ha intensificato i suoi legami con la Cina, che attualmente acquista l’80% del petrolio esportato dal Paese sudamericano. La Cina, inoltre, sta contribuendo alla ricostruzione delle infrastrutture venezuelane, un aspetto cruciale per il futuro economico della nazione.

Futuro incerto

L’intento di Trump è quello di inserirsi in questo complesso processo di ristrutturazione. Rimane da vedere quanto i colossi del petrolio americani siano disposti a seguirlo in questa avventura.

×