Parkinson: al San Camillo avviata la stimolazione cerebrale per alleviare i sintomi

Rosita Ponti

Gennaio 5, 2026

Primi interventi di stimolazione cerebrale profonda sono stati effettuati presso l’Ospedale San Camillo Forlanini, situato a Roma, segnando un passo significativo nel trattamento di disturbi del movimento. Nonostante questa tecnica sia conosciuta da oltre 30 anni, in Italia rimangono limitati i centri pubblici in grado di offrire tale trattamento, fondamentale per pazienti affetti da malattia di Parkinson, epilessia o gravi disturbi psichiatrici, per i quali le terapie farmacologiche risultano inadeguate.

La procedura di stimolazione cerebrale profonda

La procedura consiste nell’inserimento di elettrodi di appena 1 millimetro di diametro in specifiche aree della sostanza grigia del cervello, eseguita con una precisione millimetrica. Questi elettrodi, collegati a una batteria posizionata sotto la clavicola del paziente, funzionano come un “pacemaker cerebrale”, emettendo impulsi elettrici che contribuiscono a ridurre i tremori e a migliorare la fluidità dei movimenti. La selezione dei pazienti è un processo complesso che richiede la collaborazione di neurologi specialisti, i quali valutano attentamente i candidati.

Collaborazione e supporto degli esperti

Riccardo Antonio Ricciuti, responsabile del team di neurochirurgia dell’ospedale, ha espresso la sua soddisfazione per l’introduzione di questi interventi, sottolineando l’importanza di collaborare con esperti nel campo della neurologia. Il dottor Claudio Gasperini, direttore della neurologia, e il professor Vincenzo Di Lazzaro, capo del gruppo di neurologia del Campus Biomedico, hanno offerto un supporto fondamentale nella realizzazione di questi interventi. In particolare, Massimo Marano, specialista nei disturbi del movimento, ha fornito assistenza continua sia durante la procedura che nel follow-up, contribuendo all’ottimizzazione della gestione della malattia di Parkinson e del tremore essenziale.

Nuove speranze per i pazienti

Questa iniziativa rappresenta un importante passo avanti nella lotta contro i disturbi del movimento, offrendo nuove speranze ai pazienti e alle loro famiglie. La stimolazione cerebrale profonda si sta affermando come una valida alternativa terapeutica, permettendo a molti di migliorare significativamente la qualità della propria vita.

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