Una donna di 69 anni ha scoperto di avere un tumore ovarico di dimensioni straordinarie, comparabile a una gravidanza a termine, solo quando il suo corpo ha iniziato a manifestare gravi problemi. La paziente, che non avvertiva alcun dolore, ha vissuto per mesi con una cisti ovarica di circa 28 centimetri di diametro, senza rendersi conto della sua presenza. La situazione è precipitata a pochi giorni dal Natale, quando la massa ha cominciato a comprimere il colon, causando sintomi acuti e una seria difficoltà intestinale.
La situazione critica
Il 20 dicembre 2025, la donna si è recata all’ospedale Sant’Anna di Torino, dove è stata presa in carico dalla Chirurgia Ginecologica Mininvasiva, sotto la direzione del dottor Paolo Petruzzelli. Con le festività natalizie alle porte, il tempo era limitato, ma i medici hanno attivato rapidamente i protocolli della Città della Salute e della Scienza di Torino. Questi strumenti hanno permesso di definire rapidamente il quadro diagnostico e il percorso terapeutico, garantendo alla paziente le cure necessarie in tempi brevi.
L’intervento salvavita
Il 23 dicembre, a poche ore dalla vigilia di Natale, è stato programmato un intervento d’urgenza. La paziente è entrata in sala operatoria alle 8:30 e l’intervento è durato circa sei ore, fino alle 14:30. Durante l’operazione, i medici hanno scoperto la gravità della situazione: la neoplasia ovarica, che pesava circa 6 chilogrammi, è stata asportata con successo. Tuttavia, l’intervento ha richiesto un lavoro coordinato di diversi specialisti a causa della grave sofferenza intestinale della donna.
Il team di medici, composto da ginecologi oncologi, chirurghi, anestesisti, gastroenterologi, anatomopatologi e radiologi, ha collaborato in modo rapido ed efficace, trasformando una situazione di emergenza in una storia di speranza. Il direttore sanitario di presidio, Umberto Fiandra, ha sottolineato l’importanza della tempestività e della competenza in situazioni critiche come questa.
La dottoressa Petruzzelli ha definito l’episodio come un evento “normalmente eccezionale”, evidenziando come la sinergia tra i vari reparti possa fare la differenza. Questa vicenda, che ha avuto luogo in un periodo festivo, ha permesso alla donna di riacquistare la speranza e di guardare al futuro con ottimismo.
