Israele ha intensificato le sue operazioni militari non solo nella Striscia di Gaza, ma anche in Libano, dove il presidente libanese, Joseph Aoun, ha denunciato gli attacchi israeliani come una minaccia al cessate il fuoco concordato. Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha chiesto la revoca del divieto alle organizzazioni non governative, mentre Tel Aviv continua a limitare l’accesso ai giornalisti nella regione.
Attacchi israeliani in libano e la reazione di beirut
Il 6 gennaio 2026, il presidente del Libano, Joseph Aoun, ha espresso forti preoccupazioni riguardo agli attacchi aerei israeliani che hanno colpito diverse località nel sud del Libano, inclusa la valle della Bekaa e la città di Sidone. In una dichiarazione ufficiale, Aoun ha sottolineato che questi attacchi sono avvenuti a poche ore da una riunione del meccanismo di monitoraggio del cessate il fuoco, evidenziando come tali azioni possano compromettere gli sforzi per la stabilità nella regione. Il presidente ha affermato che “i continui bombardamenti israeliani mirano a vanificare gli sforzi locali e internazionali per fermare l’escalation”, chiedendo un intervento della comunità internazionale per fermare le aggressioni.
Aoun ha anche evidenziato che il meccanismo di monitoraggio, che include rappresentanti di Libano, Israele, Stati Uniti e Francia, ha il compito di promuovere la cessazione delle ostilità e di discutere misure pratiche per ripristinare la sicurezza nel sud del Libano. Tra le questioni in agenda ci sono il ritiro delle forze israeliane e il rilascio di prigionieri libanesi, così come il rafforzamento della presenza dell’esercito libanese nella regione.
Israele colpisce obiettivi di hezbollah e hamas
L’esercito israeliano ha confermato di aver lanciato attacchi contro presunti depositi di armi e strutture militari appartenenti a Hezbollah e Hamas in diverse località del Libano. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno dichiarato che gli attacchi sono stati mirati a impedire attività terroristiche contro Israele. Il portavoce dell’IDF, Avichai Adraee, ha emesso avvisi di evacuazione per i residenti di villaggi come Kafr Hatta e Ain Al Tineh, anticipando attacchi imminenti.
Questi raid hanno sollevato preoccupazioni tra la popolazione civile, in quanto le strutture colpite si trovano spesso in aree abitate. La situazione si è ulteriormente aggravata quando, domenica scorsa, un raid aereo ha portato alla morte di due persone a bordo di un veicolo, identificati come membri di Hezbollah.
Le conseguenze del conflitto in gaza
Le operazioni militari israeliane non si limitano al Libano. A Khan Younis, nella Striscia di Gaza, un attacco aereo ha causato la morte di una bambina di cinque anni e di suo zio, ferendo altri due bambini. L’esercito israeliano ha giustificato l’attacco affermando di aver colpito un militante di Hamas che stava pianificando un attacco contro le forze israeliane. Questo attacco è solo uno dei tanti che hanno avuto luogo dall’inizio del cessate il fuoco, che ha visto oltre 400 palestinesi uccisi.
Il ministero della salute di Gaza ha confermato che le operazioni militari israeliane continuano a colpire aree civili, suscitando indignazione e preoccupazione per la sicurezza dei civili. Le tensioni tra Israele e Hamas restano elevate, con entrambe le parti pronte a rispondere a qualsiasi provocazione.
Le dichiarazioni dell’iran e la situazione internazionale
In un contesto di crescente tensione, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha richiamato l’attenzione della comunità internazionale sulla necessità di opporsi alle azioni degli Stati Uniti in America Latina e nei Caraibi, sottolineando che queste azioni possono avere ripercussioni globali. Araghchi ha esortato i governi e le Nazioni Unite a prendere una posizione chiara contro l’illegalità degli Stati Uniti, in particolare dopo l’attacco al Venezuela.
Queste dinamiche geopolitiche complesse si intrecciano con la crisi in Medio Oriente, dove le violenze continuano a mietere vittime e a minacciare la stabilità della regione. Gli sviluppi recenti suggeriscono che la situazione potrebbe deteriorarsi ulteriormente, richiedendo un’attenzione internazionale più incisiva per prevenire una nuova escalation del conflitto.
