COINA: i professionisti sanitari sperano in contratti dignitosi e rispetto nella calza della Befana

Veronica Robinson

Gennaio 6, 2026

La notte della Befana, tradizionalmente associata a desideri e simboli, segna anche la conclusione delle festività natalizie. Tuttavia, per i professionisti sanitari italiani, da Nord a Sud, questo periodo non ha mai rappresentato un vero momento di pausa. La situazione nelle corsie degli ospedali è, infatti, sempre più critica, con turni prolungati, organici ridotti e una crescente stanchezza tra il personale, che si sente sempre più sotto pressione. La sanità pubblica continua a richiedere sacrifici senza garantire adeguate tutele, retribuzioni e un’organizzazione che possa sostenere il lavoro svolto.

La situazione attuale negli ospedali

L’emergenza sanitaria che caratterizza gli ospedali italiani è una realtà che non accenna a migliorare. Secondo il COINA, il Sindacato delle Professioni Sanitarie, questa condizione non è un fenomeno temporaneo, ma riflette problemi strutturali che, se ignorati, porteranno a un collasso del sistema sanitario. Marco Ceccarelli, segretario nazionale del COINA, esprime la sua preoccupazione per la mancanza di risposte concrete: «La Befana può portare dolci o carbone, ma a chi lavora in corsia servono cose reali: stipendi adeguati, turni umani e sicurezza. Non sono regali, ma condizioni minime necessarie per garantire cure di qualità e professioni rispettate».

Il paradosso degli stipendi nel settore sanitario

Dietro l’apparente festa si cela una contraddizione pesante: molti professionisti sanitari sostengono i reparti, affrontano turni estenuanti e gestiscono situazioni complesse, ma ricevono retribuzioni inferiori rispetto ai loro colleghi europei in ruoli simili. Ceccarelli sottolinea che non si può continuare a considerare il personale come eroi e, allo stesso tempo, pagarli come se fossero facilmente sostituibili. È urgente avviare un percorso per allineare le retribuzioni agli standard europei, con aumenti strutturali e indennità adeguate al rischio e alle competenze richieste. Senza questo, si rischia di perdere professionisti altamente qualificati, costretti a cercare opportunità all’estero.

La necessità di una programmazione efficace

La gestione dell’emergenza sanitaria appare sempre più disorganizzata, con rientri improvvisi e straordinari che diventano la norma. Ceccarelli afferma che il personale non può essere considerato una variabile d’emergenza. È fondamentale implementare piani assunzionali pluriennali e garantire sostituzioni tempestive per evitare che il turnover diventi un problema cronico. La programmazione deve includere anche la valutazione dei fabbisogni e investimenti nella formazione, per garantire che i team di lavoro siano coesi e operino in sicurezza.

Riconoscimento delle competenze e valorizzazione professionale

Un altro aspetto cruciale è il riconoscimento delle competenze dei professionisti sanitari. In molte strutture, personale altamente qualificato viene impiegato in mansioni che non riflettono le loro capacità e senza un adeguato riconoscimento economico. Ceccarelli evidenzia che il demansionamento rappresenta una ferita aperta nel settore. È essenziale che chi ha investito tempo e risorse nella propria formazione riceva un riconoscimento adeguato, sia dal punto di vista professionale che economico. Percorsi di carriera chiari e valorizzazione delle competenze sono fondamentali per garantire la sicurezza dei cittadini.

Sicurezza e dignità nel lavoro sanitario

Per chi lavora in sanità, la Befana rappresenta solo un altro giorno di lavoro, caratterizzato da tensioni e stress. Ceccarelli rimarca che chi si occupa della salute altrui non può essere costretto a gestire situazioni di aggressione e sovraffollamento come se fossero normali. È necessario garantire ambienti di lavoro sicuri, con protocolli chiari e carichi di lavoro sostenibili. Quando il personale opera al limite, aumenta il rischio di errori e diminuisce la qualità dell’assistenza, un aspetto spesso trascurato.

Innovazione e burocrazia: un equilibrio da trovare

Un altro tema rilevante è la burocrazia che sottrae tempo prezioso alla cura dei pazienti. Procedure ripetitive e sistemi informatici non integrati portano via tempo che potrebbe essere dedicato all’assistenza. Ceccarelli sottolinea l’importanza di semplificare i processi per restituire tempo alla cura, attraverso sistemi integrati e procedure chiare.

Un contratto dedicato per le professioni sanitarie

Il COINA richiede un riconoscimento formale delle professioni sanitarie non mediche attraverso un contratto specifico, che delinei chiaramente le responsabilità e le indennità. Ceccarelli afferma che un contratto dedicato è essenziale per garantire carriere definite e tutele adeguate. Questo passaggio è cruciale per ridurre contenziosi e demansionamento, rendendo più chiari ruoli e responsabilità.

La Befana e le richieste dei professionisti sanitari

La Befana simboleggia un paradosso: chi lavora in corsia non chiede miracoli, ma desidera semplicemente condizioni di lavoro dignitose. Le richieste sono chiare: salari adeguati, organizzazione stabile e rispetto per le competenze. Ceccarelli conclude affermando che il vero carbone è rappresentato dalle scelte rimandate, come retribuzioni ferme e una gestione del personale inadeguata. È fondamentale adottare politiche chiare e tempestive per garantire la sostenibilità del sistema sanitario.

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