Alessandro Ambrosio, un capotreno di 34 anni originario di Anzola, è stato tragicamente assassinato il 6 gennaio 2026. Il suo corpo è stato rinvenuto nell’area parcheggi dedicata al personale della stazione ferroviaria di Bologna, dove ha subito un’aggressione mortale con un’arma da taglio. Le indagini condotte dalle forze dell’ordine si stanno concentrando su un sospetto, un uomo con precedenti penali per aggressione, che potrebbe essere fuggito a bordo di un treno.
Impatto sulla comunità locale
L’episodio ha scosso profondamente la comunità locale e il personale ferroviario, già provato da eventi simili. Alessandro Ambrosio, benvoluto dai colleghi e dai passeggeri, era un professionista stimato, impegnato nel suo lavoro con passione. Le circostanze della sua morte hanno sollevato interrogativi sulla sicurezza all’interno delle stazioni e sull’aumento della violenza nelle aree urbane.
Indagini in corso
Le autorità stanno lavorando per ricostruire gli eventi che hanno portato a questo tragico omicidio. Testimoni oculari hanno riferito di aver visto un uomo sospetto nei pressi della stazione poco prima dell’accaduto. La polizia sta analizzando le registrazioni delle telecamere di sorveglianza per identificare il presunto aggressore e per capire se ci sono stati altri testimoni che possano fornire informazioni utili.
Richiesta di giustizia
Il caso ha attirato l’attenzione dei media e ha riacceso il dibattito sulla sicurezza pubblica. Le istituzioni locali sono chiamate a garantire maggiore protezione per i lavoratori e i cittadini, in un contesto in cui la paura di violenze simili sta crescendo. Mentre le indagini proseguono, i familiari e gli amici di Alessandro Ambrosio piangono la sua prematura scomparsa, chiedendo giustizia per il loro caro.
